Good Bye, Lenin!

a cura di Michele Zanchini

Po-li-ti-ca. Quasi viene l’orticaria a pensarci. E si attende agosto per poterne non parlare. Quando fa caldo la politica tace. Ma che nostra Signora si taccia o no, in ogni caso, in ogni luogo o tempo, nessuno ci ha mai capito niente.

La politica Ë una mancata quadratura del cerchio. E mentre si attende la discesa di Monsieur P-Greco, ci si danna, con affanno, a cavare da un buco il Minimo della Verità. I politici mentono, i giornali dissimulano e le idee illudono. Fuori dai palazzi, nella nebbia di tutti i giorni, la gente gira a vuoto, bela nel gregge metropolitano, si perde, si re-inventa Bombarolo o uccide uno Smoking.

E c’Ë chi, in una posa di solitaria riflessione, ammira Paese e Mondo dalla finestra, nell’attesa che il messaggio dell’Imperatore arrivi anche a lui, ultimo uomo. Attende ciÚ che mai giungerè. Ma lo sforzo non Ë vano. 

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Paola Melis

 

Sistemi di controllo - Introduzione al viaggio

Michele Zanchini

Sistemi di controllo - Introduzione al viaggio
Vorrei utilizzare lo spazio di questo articolo per introdurre un’ analisi, che spero ci accompagnerà a più riprese lungo tutto questo anno. Vorrei anzitutto prendere le distanze dalla politica di questi ultimi giorni. Alziamo le vele delle nostre navicelle e dirigiamoci verso lidi migliori, da cui poter tentare di comprendere il mondo. Almeno quello politico. L’analisi a cui vorrei avvicinarmi con voi è rivolta ai sistemi di controllo. Penso che la società d’oggi abbia sviluppato una miriade di elementi di potere che sfuggono alla nostra consapevolezza. Direi che è meglio affermare che in questi sistemi ci siamo immersi fino al collo, così come sono immersi nella fanga i golosi di Dante. La democrazia, pur essendo il sistema politico migliore (ma non perfetto), è tuttavia un sistema che pone la nostra libertà più a rischio. Combattere ogni giorno, affinché la propria libertà non venga alienata, consegnata nelle mani di altri, è la battaglia più nobile che si possa combattere, ma proprio per questo, la più ardua, la più difficile. È per questo che voglio rivolgere la mia analisi su tutto ciò che in modo subdolo ci governa, ci inganna e crea le infinite combinazioni di potere che su di noi possono essere esercitate.

Inizia qui il viaggio. Quale meta? Andare nel fondo delle maschere di potere: svelare. Come ogni viaggio che si rispetti, anche il nostro, inizierà ogni volta sotto la guida protettrice di un lume, o di un faro, che, da lontano, ci mostri la strada. Poi, poco a poco, ce ne distaccheremo, per viaggiare soli. Brancoleremo nel buio del contemporaneo, e  guidati da un’inattuale libertà di pensiero, usciremo da questa fanga più consapevoli e pronti. Pronti a «riveder le stelle».