Good Bye, Lenin!

a cura di Michele Zanchini

Po-li-ti-ca. Quasi viene l’orticaria a pensarci. E si attende agosto per poterne non parlare. Quando fa caldo la politica tace. Ma che nostra Signora si taccia o no, in ogni caso, in ogni luogo o tempo, nessuno ci ha mai capito niente.

La politica Ë una mancata quadratura del cerchio. E mentre si attende la discesa di Monsieur P-Greco, ci si danna, con affanno, a cavare da un buco il Minimo della Verità. I politici mentono, i giornali dissimulano e le idee illudono. Fuori dai palazzi, nella nebbia di tutti i giorni, la gente gira a vuoto, bela nel gregge metropolitano, si perde, si re-inventa Bombarolo o uccide uno Smoking.

E c’Ë chi, in una posa di solitaria riflessione, ammira Paese e Mondo dalla finestra, nell’attesa che il messaggio dell’Imperatore arrivi anche a lui, ultimo uomo. Attende ciÚ che mai giungerè. Ma lo sforzo non Ë vano. 

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Paola Melis

 

Sistemi di controllo - Anatomia del potere

Michele Zanchini

Sistemi di controllo - Anatomia del potere
Vorrei muovere i primi passi di questo viaggio, partendo dall’analisi di Foucault sulla sessualità e trasferire tale ragionamento al sistema di Potere Politico. Foucault sostiene che l’eccessivo parlare della sessualità, tipico della società occidentale, non fa altro che celare cosa è il Sesso. La sessualità dell’individuo, che sia di tipo eterossesuale, omosessuale o altro, non ha mai vissuto una vera forma di repressione, ma di costante e crescente omologazione. La società occidentale ha creato un Fenotipo Sessuale che si oppone al Genotipo proprio di ogni individuo.

Ora, lo stesso ragionamento è applicabile al concetto di Potere Politico. Chi detiene il Potere determina anche le forme di Opposizione al Potere. Le Opposizioni Politiche esistenti sono, in realtà, un Fenotipo che tradisce quella che è la genetica Necessità di Protesta dell’individuo.

Protestare oggi ha una natura Pop ; ha le forme di un Cliché. Chi protesta, chi vive contro, lo fa entro termini pre-definiti, tollerati, che non rappresentano una minaccia. Ci è permesso parlare di lotta al potere. Ma il lessico impiegato è di forma autorizzata, omologata. Non mette mai in luce i veri meccanismi del Potere, non ne discute mai la qualità, il valore della sua natura. I termini di questa rivolta, non sono forse gli stessi del Potere ? Il Potere non ha forse raggiunto la forma più esatta di Giano Bifronte, dove Opposizione e Maggioranza, Rivolta e Conservazione sono i duplici profili di una stessa entità, quella del Potere Costituito ? E che resta in tal modo insondabile e non modificabile ?