College Cinema

Sceneggiatura, Regia & Produzione

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20 posti assegnati

Due o tre cose da sapere, prima di scegliere questo College

Sai le battute dei tuoi film preferiti a memoria, corri in sala non appena esce qualcosa di nuovo e ogni anno stai sveglio tutta la notte per vedere gli Oscar. Magari hai già girato dei corti con i tuoi amici e partecipato a qualche concorso. Se ti riconosci in qualcuna di queste cose, va benissimo: ci sono buone probabilità che questo sia il tuo College.

Ricorda però che chi sceglie Cinema deve essere un animale da branco: non aspettarti di rimanere chiuso nella tua stanzetta a scrivere da solo. In questo College non si sta a casa, e non si lavora mai da soli, né per scrivere sceneggiature, né tantomeno sul set. Per cui metti in conto che ti serviranno scarpe comode e molta voglia di collaborare con i tuoi compagni.

 

Cosa succederà in questi due anni

Ripartiremo dall’ABC della grammatica del cinema: inquadrature, montaggio, regole della messinscena, storia del cinema e cose così. Imparerai a scrivere una sceneggiatura e ci sarà un corso base di regia. Il mitico Bruno Fornara ti insegnerà come si guarda veramente un film e ti capiterà anche di far parte della giuria di qualche festival: per esempio, è tradizione che al Torino Film Festival il premio alla miglior sceneggiatura venga assegnato dagli allievi di Cinema della Holden. Non farai solo teoria ma anche – soprattutto – pratica. A Scuola abbiamo un set di posa e attrezzature che potrai usare per girare i tuoi lavori: videocamere, luci e attrezzatura audio. Ci sarà anche un corso di fotografia e quest’anno, per dirne una, gli allievi di Cinema hanno sperimentato alcune ottiche Zeiss e la videocamera Red Epic-W 8 K (per capirci: è con questa che hanno girato I guardiani della galassia. Non c’è molta roba più all’avanguardia di questa, in circolazione). E per familiarizzare con il lavoro degli attori e imparare a dirigerli, si fanno anche lezioni di acting e blocking, che è lo studio della relazione nello spazio tra la macchina da presa e gli attori (cosa significa dire a qualcuno che sta davanti a una videocamera di fare qualcosa? E come fai a saperlo, se tu non ci hai mai provato?). Conoscerai i meccanismi di produzione e distribuzione cinematografica e, in definitiva, non smetterai mai di scrivere, girare, organizzare un set, andare in cerca di storie, idee e facce da mettere nel tuo prossimo progetto.

 

Cosa saprai fare, quando uscirai di qui

  • saprai scrivere una sceneggiatura e presentare i tuoi progetti a dei produttori per convincerli a investire nelle tue idee;
  • saprai stare su un set, e avrai provato a lavorare praticamente in tutti i ruoli all’interno di una troupe;
  • saprai come si fa un film, in tutto e per tutto: dalla fase di ideazione del soggetto alle diverse fasi della sceneggiatura, dalla gestione di un set e del budget di produzione al montaggio, dalla postproduzione ai meccanismi di distribuzione in sala;
  • avrai un portfolio di lavori già realizzati (cortometraggi, teaser o altro) e avrai almeno un grosso progetto in fase di sviluppo (la sceneggiatura di un lungometraggio o di un documentario, ad esempio).

 

Maestro

Marta Donzelli

 

Chi è?

È una produttrice cinematografica. Insieme a Gregorio Paonessa ha fondato, nel 2004, la Vivo film, una casa di produzione indipendente di film e documentari d’autore.

 

Due o tre film che ha prodotto

Il mio paese di Daniele Vicari, che ha vinto il David di Donatello come Miglior Documentario nel 2007, e Imatra di Corso Salani, che ha vinto il Pardo d’Oro – Premio Speciale della Giuria al 60° Festival di Locarno. Le quattro volte di Michelangelo Frammartino è stato presentato al Festival di Cannes del 2010, dove ha vinto l’Europa Cinemas Label come miglior film europeo. È stato uno tra i film italiani più premiati degli ultimi dieci anni e ha ricevuto un Nastro d’Argento speciale 2010, tre Ciak d’oro e tre candidature ai David di Donatello 2011.

 

Ultime cose che ha fatto

Ha coprodotto Molly Bloom, cortometraggio di Chiara Caselli tratto dall’Ulisse di Joyce e il lungometraggio I figli della notte, di Andrea De Sica.

 

Una curiosità

Il nome della casa di produzione è stato suggerito dal poeta danese Søren Ulrich Thomsen: Vivo è il titolo di una sua poesia. Nel 1999 Jørgen Leth ha girato un documentario su Thomsen che s’intitola I’m Alive. Come racconta Marta Donzelli, “il suo è un cinema dove la distinzione tra realtà e finzione sfuma, perché ciò che conta è arrivare al cuore delle cose. La parola Vivo è un manifesto del senso che abbiamo cercato di dare al nostro lavoro giorno dopo giorno, un meridiano che ci ha guidato e ci guida nelle nostre scelte, che hanno l’ambizione di usare il linguaggio del cinema, nella sua accezione più ampia e nella sua massima libertà, per raccontare qualcosa del nostro paese, della memoria del passato, del mondo in cui viviamo, delle sue trasformazioni. Il primo atto della Vivo film, dopo la sua costituzione, è stato acquisire i diritti di distribuzione italiana di I’m Alive e nel 2005 abbiamo organizzato la prima retrospettiva italiana su Jørgen Leth”.

 

 

Il Maestro del Biennio 2016-2018 è Nicola Giuliano, produttore cinematografico e fondatore della Indigo Film; è lui che ha prodotto tutti i film di Sorrentino.

 

Negli ultimi anni sono passati dalle aule di Cinema anche: Domenico Procacci, Andrew Speller, Dylan Stone, Alina Marazzi, Suzy Gillett, Luke Schiller, Stefania Marangoni, Andrea Jublin, Andrea Tomaselli, Daniele Segre, Gigi Roccati, Marco Ponti, Giovanni Arcangeli, Bruno Fornara, Lucian Georgescu, Paolo Virzì, Ferzan Ozpetek, Giorgio Diritti.

 

FAI LA PRIMA MOSSA!