College Serialità & TV

Format & Narrazioni infinite

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22 posti assegnati

Due o tre cose da sapere, prima di scegliere questo College

La prima cosa è che devono incuriosirti tutti i mondi che puoi trovare dentro (e oltre) il piccolo schermo o che funzionano “a puntate”: parliamo di serie TV, quindi, ma anche di fumetti, pubblicità, programmi e format, webserie, videogames. The Walking Dead, Dylan Dog, X-Factor, Le Iene, i video di Casa Surace, Che tempo che fa e Minecraft, infatti, sono narrazioni che fanno tutte parte della stessa famiglia, anche se sono diversissime tra loro. In questo College il lavoro di gruppo e la collaborazione con i tuoi compagni saranno fondamentali: scrivere una serie o la puntata di un format televisivo non è mai un’impresa che si può affrontare in solitaria. Per cui dovrai essere disposto a metterti in gioco e a ridiscutere continuamente le tue idee.

 

Cosa succederà in questi due anni

Bisogna partire da una premessa: la serialità non è un racconto, ma un mondo che genera racconti. Quindi dovrai imparare a ragionare all’incontrario: non scriverai semplicemente delle storie, ma lavorerai su dispositivi narrativi in grado di generare infinite storie. Questo marchingegno a orologeria si chiama concept, è il nucleo narrativo fondamentale da cui partirai per costruire le tue narrazioni. La tua scrittura sarà in continuo movimento, verrà messa alla prova e rimaneggiata decine di volte, perché in classe avrai un confronto costante con i maestri e i compagni che incontrerai a lezione. Sarà una scrittura infinita, perché racconterai storie e personaggi che tendono a evolversi senza sosta. Imparerai a non accontentarti della prima idea che ti viene in mente, e “il feedback” sarà il miglior strumento a tua disposizione per crescere: diventerà automatico scrivere qualcosa e farla leggere a qualcuno, anche se potrebbe smontarti in due mosse.

Studierai e analizzerai le serie tv e i palinsesti televisivi, imparerai a scrivere sceneggiature, fumetti, videogame, a costruire format per il web e le testate digitali, proverai a strutturare la scaletta di un programma e ti eserciterai nel montaggio video. Scriverai un episodio fantasma della tua serie preferita e ne inventerai anche una originale; saprai come si assembla un format TV e ne progetterai di nuovi. Soprattutto, imparerai a proporre uno sguardo sul mondo.

 

Cosa saprai fare, una volta fuori di qui

  • Saprai strutturare architetture narrative semplici e complesse, scrivere una sceneggiatura, un videogame, una web serie, un fumetto, la puntata di una trasmissione TV;
  • saprai quali sono e come funzionano i format TV di successo, saprai inventarne di nuovi e originali e potrai lavorare in una redazione; saprai fare la scaletta di un programma e la struttura di una trasmissione non avrà più alcun segreto per te;
  • saprai come funziona la produzione televisiva (cioè quel che succede dietro le quinte); saprai come si orchestra la complessità di tutto il mondo che sta dietro lo schermo, dalla gestione del budget alla scenografia e messa in scena, dal piazzamento delle telecamere all’illuminazione di uno studio di registrazione;
  • saprai come si lavora in un gruppo poiché avrai già collaborato con showrunner, headwriter e autori professionisti;
  • avrai almeno un progetto avviato e, se continui a lavorarci, potrai proporlo a dei produttori. E se hai fatto le cose per bene, un giorno potrai vederlo realizzato.

 

 

Maestro 2018-2020

Federico Favot

 

Chi è?

Federico Favot fa lo sceneggiatore di serie TV; è nato a Cordovado, in Friuli, nel 1976 e quindi si trova esattamente nel midpoint della sua vita. Nel primo atto della sua storia aveva un diploma in ragioneria, un lavoro sicuro vicino a casa, una macchina tutta per sé e usciva con gli amici di sempre. Poi, l’incidente scatenante (che purtroppo è stato un vero incidente): ha mollato tutto e si è iscritto prima alla Holden e, subito dopo, al corso di perfezionamento per sceneggiatori della Rai a Roma.

 

Che cosa ha scritto?

Federico è (parole sue) “un coreano della scrittura” – e quindi sarebbe impossibile elencare tutti i suoi lavori. Eccone una selezione: dal 2006 al 2012 ha cominciato come assistant to writer, e in seguito scrittore, script editor e head writer per I Cesaroni. Nel 2013 ha scritto LIB Leave Impossible Behind, una webserie per PosteMobile. Dal 2008 al 2014 ha firmato alcuni episodi de Il commissario Rex (di cui è stato anche creative producer nelle due serie finali girate dai Manetti Bros). Nel 2017 è stato il creatore e head writer di Tutti insieme all’improvviso e lo sceneggiatore di Amore pensaci tu. Ad oggi ha firmato più di 80 episodi per la prima serata e ne ha editati oltre 200. Per il cinema ha scritto il film La gente che sta bene (2014), diretto da Francesco Patierno con Claudio Bisio, Margherita Buy e Diego Abatantuono. È coautore di Quello che non sai di me (2008), Ovunque andrai (2009) e Però mi manchi (2010), i romanzi su I Cesaroni pubblicati da Sperling&Kupfer.

 

Come ha cominciato?

Mentre vendeva minestroni in un negozio di cibi bio a Prati, scriveva puntate pilota di serie mai prodotte e compilava schede di valutazione di libri per possibili fiction. Dopo innumerevoli tentativi, il suo materiale è arrivato sul tavolo giusto ed è diventato assistente story editor de I Cesaroni, accettando di lavorare gratis. Ha iniziato così a scrivere qualche battuta, poi un’intera scena, e il finale già lo sai.

 

Un episodio della sua vita che sembra tratto da una sceneggiatura?
Quando era giovane, ha venduto un misto di ortaggi a Ferzan Ozpetek senza riuscire a dirgli altro che: “Mi raccomando, lo faccia bollire per bene”.

 

Qual è l’ultima cosa che ha fatto?

È CEO e fondatore di Storymatch, che è la sua casa di produzione, ma anche la app che si è inventato per combattere il blocco della pagina bianca e per giocare con migliaia di storie da riscrivere.

 

Cosa ha imparato dal suo lavoro?

Tre (bellissime e potentissime) cose. Uno: raccontiamo da anni sempre la stessa storia. Due: le narrazioni hanno un potere incredibile. Tre: possiamo scrivere la nostra vita esattamente come se fosse la puntata di una serie.

 

Cosa puoi fare per prepararti a incontrarlo?

Cerca di leggere e scrivere, anche soltanto poche righe, tutti i giorni.

 

 

I Maestri del Biennio 2016-2018 erano Giacomo Durzi (sceneggiatore, story editor di SKY, documentarista e script consultant) e Carlo Freccero (autore televisivo, docente ed esperto di comunicazione radiotelevisiva, oltre che ex direttore di Rai 2, ex presidente di Rai Sat e ex direttore di Rai 4).

Il Maestro del 2017-2019 è Alessandro Fabbri, scrittore e sceneggiatore: con Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo ha ideato e scritto le serie 1992 e 1993, e i film La doppia ora e Il ragazzo invisibile (con cui, nel 2015, hanno vinto il Nastro d’argento per il miglior soggetto). Ha anche scritto diversi episodi dell’adattamento italiano di In Treatment.

 

Negli ultimi anni sono passati dalle aule di Serialità & TV anche: Hagai Levi, Andrea Nobile, Nicola Lusuardi, Gino Ventriglia, Stefano Sardo, Luca Vendruscolo, Ludovica Rampoldi, Marcello Olivieri, Mattia Torre, Claudio Corbucci, Eleonora Fiorini, Michele Abatantuono, Gaia Tridente, Tito Faraci, Frank Rose, Max Giovagnoli, Saverio Raimondo, Marianne Costa, Axel Fiacco, Antonella Lattanzi, Nicola Alvau, Emilano Ereddia, Andrea Zalone.

 

I nostri studenti hanno realizzato progetti con Sky Arte, LaEffe TV, History Channel e J TV.