Palladium Lectures

Le Palladium Lectures di Alessandro Baricco, ogni tanto, tornano in scena

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Succede che a un certo punto qualcuno, contro ogni logica, fa sparire il mondo che lo aveva preceduto e cambia la Storia. Tutti noi facciamo invecchiare quelli che vengono prima, ma farli diventare preistoria accade a pochi.
Alessandro Baricco

 

Quattro lezioni per quattro personaggi: Kate Moss e Tucidide, ma anche Luigi XVI e Proust.

Obiettivo: imparare a “permanere nella domanda, a dimorarne i paesaggi”.

La faccia spigolosa di Kate Moss, il salto dorsale di Dick Fosbury e la voce ruvida di Maria Callas; la scrittura di Proust, la guerra del Peloponneso, il tentativo di fuga di Luigi XVI e gli ultimi giorni di Tolstoj: sono tutte sfumature di questi paesaggi.

Brusche sterzate che, nel corso della Storia, hanno cambiato i parametri del bello, della giustizia, della percezione del tempo e della scrittura, lasciandoci insieme affascinati e terrorizzati davanti a quel che pensavamo di conoscere da sempre. E a dimostrare che “esiste sempre un fondo di meraviglia, nella vita”.

 

Le Palladium Lectures sono state messe in scena per la prima volta nel 2013, al Teatro Palladium di Roma. Sempre nel 2013 sono arrivate a Bari, al Teatro Petruzzelli, e nel 2014 al Teatro Gesualdo di Avellino e al Teatro Nuovo di Napoli.

Sono andate in onda su Repubblica.it, SkyArte e laEffeTv di Feltrinelli. Le potete trovare in libreria oppure sul sito di Repubblica. Vederle dal vivo, però, è un’altra cosa.

 

Qui ci sono alcuni assaggi delle quattro lezioni:

 

Kate Moss. Sul gusto.

“La storia di Kate Moss l’avevo letta in un libro di Christian Salmon. È una parabola vera, molto significativa. L’intuizione lì è che, in un caso particolare, il mondo si è aggregato per spiegarti come è fatto. Mi succede spesso, vedo spicchi di mondo in cui mi sembra che il mondo si riveli. Alla fine sono una specie di detective.”

 

 

Tucidide. Sulla giustizia.

“Tra Tucidide e noi c’è tutta una storia che ce lo rende attuale. Il dialogo fra i Melii e gli Ateniesi è un testo che riguarda una guerra di 2.500 fa. A un certo punto però ci accorgiamo che al tavolo delle trattative si discute delle stesse cose di cui si potrebbe discutere ancora oggi: “Che giustizia c’è se uno dei due è fortissimo? Se c’è uno dei due che tiene l’altro sotto la minaccia di un’arma, è possibile parlare di diritto, doveri e giustizia?”. Guardare il passato con gli occhi del futuro spesso coincide con il riguardarlo con gli occhi di chi l’ha costruito.”

 

 

Proust. Sulla scrittura.

“Non mi permetto di spiegare Proust. Dico solo: tecnicamente, a fare quel mestiere, lui è il più bravo, come Messi nel calcio. Parto da una cosa molto artigianale, e cioè faccio vedere una sua frase mostruosa di venti righe. La smonto in mille parti come uno che ti fa vedere com’è fatto un orologio. A quel punto, che sia Proust o che sia uno schema calcistico, sei dentro un’ossessione.”

 

 

Luigi XVI. Sul tempo.

“Noi passiamo la nostra vita a rincorrere e ad aspettare. E il dolore della vita è questo. Se noi stessimo nel presente staremmo bene al di là di quello che stiamo facendo.”