Il Teatro Olimpico di Vicenza

Un nuovo storytelling per il Teatro di Palladio

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Quel che vogliamo è rendere memorabile l’esperienza della scoperta del Teatro Olimpico. Tornare a raccontare e mettere in scena l’Olimpico in modo emozionante. Aumentare il numero di visitatori. Fare dell’Olimpico un modello di approccio narrativo, contemporaneo e spettacolare alla conservazione di spazi storici. Raccontare la sua storia in modo talmente memorabile che nessuno possa uscire da quel teatro senza conoscerla, senza ricordarla e poi raccontarla, per sempre, ad altri.

 

Per mostrare al pubblico questa nuova visione del Teatro, immaginiamo il tempo della visita come il momento della messa in scena di un play.

Scrivere e mettere in scena il play è il compito della Scuola Holden: chi entrerà all’Olimpico farà attivamente parte di uno spettacolo di cui sarà, allo stesso tempo, attore e spettatore, mentre l’Olimpico sarà il protagonista assoluto. La gente dovrà lasciare il teatro con l’impressione di aver conosciuto da vicino un eroe: è una faccenda di tempi, di luce, di musica, di emozioni. Dovrà essere un’esperienza quasi più fisica che mentale. Dovrà essere, sicuramente, un’emozione.

 

Tutti gli spazi del teatro che non sono la sala e il palcoscenico verranno reinterpretati come prologo ed epilogo al play. Dunque li riorganizzeremo e daremo loro una coerenza estetica e narrativa. Sono come i primi minuti e i titoli di coda di un film: vanno allestiti con cura. Non ci sarà nessun intervento scioccante o invasivo: ci sarà solo una grande cura dei dettagli, una ripulitura dalle incrostazioni casuali che si sono sedimentate negli anni, un misurato intervento scenografico.

 

Per raccontare la storia useremo moltissimi strumenti tecnologici e digitali. Ma, alla fine, sappiamo che la leggenda di un eroe la tramandano le persone, le voci, gli sguardi. Gli umani.

Per questo sarà fondamentale la presenza degli speaker. Saranno degli attori del play, e andranno in scena rimanendo a disposizione del pubblico, in quanto depositari della leggenda del nostro eroe, nel contesto di uno spettacolo di cui sono, in certo modo, i nobilissimi servitori.