L’aiuto regia

con Francesco Perri

DAL 18 APRILE AL 21 GIUGNO 2020  A TORINO  CINEMA

“Motore, ciak, azione… stop!” Chiunque sia stato su un set cinematografico, avrà sicuramente sentito queste quattro parole. L’ultima viene urlata dal regista. Le prime tre, solitamente, le pronuncia un’altra voce, da una persona con un altro ruolo: l’aiuto regista. Nel mondo anglosassone è una figura di produzione, logistica, organizzativa, in quello italiano spesso è percepito dai non addetti ai lavori come un vice-regista, ma il suo ruolo è molto meno artistico di quello che si possa pensare. Tuttavia, è capace di influenzare o condizionare molte scelte di regia o produzione, come nel più classico dei giochi di ruolo, e nessun regista o organizzatore generale farebbe a meno dell’aiuto regista.

Alla parola stop! urlata a fine riprese, dopo l’applauso della troupe e il brindisi con le bollicine, solitamente si conclude il compito dell’aiuto regista. È più difficile dire quando sia cominciato. A volte inizia già durante la scrittura della sceneggiatura: non solo dal punto di vista della trama e del senso, ma anche dal punto di vista tecnico. L’aiuto regista, di fatto, è una delle figure più versatili e poliedriche tra i mestieri del cinema.

Se al regista spetta il ruolo di raccontare una storia attraverso le immagini, l’aiuto regista deve saper raccontare “come” verrà raccontata quella storia. Lo farà molte volte, in modi totalmente diversi, elaborando strategie e stringendo alleanze con i vari reparti, con la produzione e con il regista stesso, al quale spesso dovrà proporre e far digerire soluzioni o limiti imprevisti. Ogni volta cambierà il suo punto di vista e dovrà sapersi adattare, interpretando le aspettative dei vari ruoli coinvolti nella scrittura, progettazione e realizzazione di un film. Per fare questo deve conoscere molto bene cosa il regista vuole raccontare, cosa vuole “vedere”, e padroneggiare le regole del gioco come un maestro.

Cercheremo di capire come si “spoglia” una sceneggiatura e l’importanza delle regole e dei codici di scrittura. Saprai trovare le informazioni nascoste nel testo per compilare la scheda tecnica di una scena. Arriverai a progettare un piano di lavorazione (PDL) e a formulare un ordine del giorno (ODG), i due strumenti principali di lavoro sul set: testi che ricordano più una lasagna destrutturata che un salmone in bella vista. Capirai come raccontarli in modo diverso alle differenti figure professionali del cinema: alcuni vi chiederanno numeri, altri sigle, altri ancora, sinossi. L’importante è saper usare la lingua giusta con tutti e fare di ogni problema un’opportunità, di ogni vincolo una soluzione. Saprai riconoscere il ruolo di chi lavora a fianco a te per utilizzarlo al meglio. La classe sarà suddivisa in piccoli gruppi, ognuno avrà un ruolo che rispecchierà le condizioni di lavoro per la preparazione delle riprese di un film. Faremo, quando possibile, dei sopralluoghi e capiremo come gestirli.

PROGRAMMA

Cominciamo dalla fine: i titoli di coda raccontano molto di un film. Chi c’è in squadra? Non basta avere dei fuori classe per fare una squadra invincibile. Ci sono i capo cannonieri e i difensori, ma all’aiuto regista spetta il compito di allenarli per la finale di Coppa del Mondo.

Cosa si nasconde dietro alla preparazione alle riprese di un film o di una serie? Confronteremo la scena di una serie televisiva con la sceneggiatura di partenza, individueremo i problemi di pianificazione e messa in scena e vedremo il ruolo dell’aiuto regista nei processi di riscrittura e adattamento.

Lo spoglio di una scena è come lo studio della piantina del caveau di una banca: ogni parola svela parti differenti della stessa storia ai diversi reparti. Compileremo la scheda tecnica di una scena: la sinossi, i fabbisogni, le note, e capiremo dove cercare le informazioni evitando le trappole. Impareremo a valutare il peso di una scena all’interno di un piano di lavorazione.

Sincronizzate gli orologi: l’idea è buona, abbiamo individuato l’obiettivo e abbiamo una squadra. Ci serve un piano! A partire dalla sceneggiatura di un cortometraggio progetteremo la rapina del secolo: un piano di lavorazione, come in un gioco di ruolo. Si partirà dalle indicazioni di regia e se ne valuteranno le implicazioni produttive, cercando di tener conto di alcuni aspetti vincolanti e ambientando le riprese in periodi particolari dell’anno, nei quali le condizioni di luce naturale o climatiche sono estreme (solstizio d’estate o d’inverno).

I sopralluoghi: dove crollano le certezze e nascono i compromessi. C’è sempre un’informazione che ci mancava. Il regista vede la scena e sente il bottino nelle sue mani, l’aiuto regista prevede un incastro impossibile di presenze, condizioni di luce, tempi di lavorazione. Regista, direttore della fotografia, scenografo, location manager e direttore di produzione vanno messi d’accordo, trovando delle soluzioni.

Occorre pianificare ogni singola giornata nei dettagli e redigere l’ordine del giorno, un documento legale firmato dall’aiuto regista e dal direttore di produzione. Può essere considerato uno spartito musicale ma, affinché il risultato sia armonioso, bisogna aver accordato gli strumenti e conoscere, di ciascuno, carattere, pregi e limiti.

È arrivato il D-Day: sul set possiamo solo gestire gli imprevisti cercando di limitare i danni e puntando all’obiettivo finale. L’aiuto regista e i suoi assistenti gestiscono il traffico di informazioni e prendono decisioni in base all’andamento della giornata, cercando di non accumulare ritardi nel programma. Vedremo in dettaglio tutti gli aspetti di cui si occupano in prima linea e quali sono i loro principali referenti sul set.

IN CATTEDRA

Francesco Perri

Aiuto regista di film e serie televisive, incontra il mondo del cinema quasi per caso, mentre frequenta l’ultimo anno di Architettura a Torino e sta seguendo il corso di Teoria e tecniche della comunicazione visiva. Prima in qualità di fonico, poi di video assistant e infine come assistente e aiuto regia, collabora con registi quali Gianni Amelio e Dario Argento. Lavora per molte serie TV (Elisa di Rivombrosa, Cuore, La freccia nera, Squadra Antimafia), e si specializza nella preparazione e pianificazione delle riprese su progetti che prevedono l’utilizzo di più troupe in contemporanea. Vive tra Roma e Torino e non si separa mai dalla sua valigia rossa.

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