Bruno Fornara

Academy

Bio

Critico cinematografico per Cineforum e altre riviste. Dal 1978 al 2008 presidente della Federazione Italiana Cineforum e direttore editoriale di Cineforum. Ho lavorato al Bergamo Film Meeting e curato una lunga serie di cataloghi e di rassegne. Ho scritto "Charles Laughton, La morte corre sul fiume" e "Geografia del cinema, Viaggi nella messinscena". Sono dal 1999 nella commissione selezionatrice dei film per la Mostra di Venezia. Insegno alla Scuola Holden dalla sua fondazione.

Corso 1

Cinema, storia, temi, segni, sensi

Cos'è il cinema? Risposta in una sola parola. Quale? Altre domande: cos'è la messinscena?, come si producono racconto e senso?... Scopo delle mie lezioni è il presentare, alcuni concetti di base per un approccio efficace al linguaggio delle immagini. Gli argomenti affrontati - Entrare nel film, L’immagine cinematografica, Il segno e il senso, Lo spazio, Il tempo, Il film come costruzione, selezione, finzione - indicano un percorso che parte dal rapporto che si crea tra lo spettatore ed il film fin dalle prime immagini; arriva poi ad analizzare il punto essenziale del legame che si istituisce tra i segni, tra l’uso dei codici del cinema ed il senso che essi veicolano; passa quindi ad esaminare i punti chiave del lavoro di messa in scena, come l'immagine, lo spazio e il tempo; approda infine all'universo della narrazione. Le lezioni hanno come supporto continuo le sequenze tratte da film famosi e meno famosi dei 125 anni del cinema.

Corso 2

Il cinema del piano sequenza: ovvero la modernità.

Il cinema scopre di poter essere diverso, di poter guardare il mondo e il set in maniera diversa. Scopre la continuità dello sguardo.Ecco un'altra idea di cinema e di messa in scena: quella che vede nella mobilità dell'occhio e nella continuità dello sguardo (nel piano sequenza) il modo più appropriato per creare un mondo e per muovercisi dentro. È Orson Welles ad aver trasformato il movimento della macchina da presa in una nuova maniera di ridescrivere il mondo. Anche prima di Welles venivano usati il piano sequenza e la profondità di campo. Busby Berkeley, nel musical, aveva creato spazi immaginari con una macchina da presa danzante. Autori come Borzage, Murnau, Renoir avevano già fatto percorrere alla macchina linee sinuose e precise mai viste prima. Hitchcock, Ophuls, Minnelli, Mizoguchi, Antonioni danno nuovi sensi alla mobilità della macchina.

Corso 3

Un regista: Clint Eastwood

Perché Eastwood è un cineasta classicamente contemporaneo?Clint Eastwood è il continuatore della classicità hollywoodiana, una classicità che tiene viva la concezione del cinema degli anni d'oro e una forma di classicità rinnovata dentro l'America e dentro il cinema di oggi. È il cantore di 150 anni di storia americana dalla Guerra di Secessione con "Il texano dagli occhi di ghiaccio", alla Seconda Guerra mondiale con il dittico "Flags of Our Fathers" e "Lettere da Iwo Jima", all'era Kennedy di "Un mondo perfetto£. Ha superato la scomunica ideologica con la quale era stato bollato ai suoi inizi. È diventato la rappresentazione, non certo stereotipata ma viva, del cineasta americano. Eastwood usa, rinnova e conserva le forme classiche per immergerle dentro discorsi attuali, alla ricerca di una moralità contemporanea. È classicamente contemporaneo.

Corso 4

Academy - Scrivere I anno

Grammatica del cinema / SguardoIl cinema sembra un linguaggio naturale. Non lo è. I film sono costruzioni, richiedono scelte continue, narrative, linguistiche, tecniche. Il livello narrativo è quello che attrae lo spettatore, ma è il livello di senso (che deriva da tutte le scelte di messinscena) a far sì che il film acquisti spessore e valore. Imparare a riconoscere il lavoro di costruzione della narrazione e quello della produzione di senso (livelli che si incrociano e compenetrano) è il compito di uno spettatore avveduto. Costruirsi un occhio e una mente criticamente attenti è l’obiettivo da raggiungere.