
Filippo Losito
Bio
FILIPPO LOSITO è un autore e regista torinese. Progetta mondi narrativi su ogni supporto: ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, ha scritto per il teatro e la TV. Insegna alla Holden e ha curato progetti per Sky, Sky Arte, Fox, Telecom, Juventus, Save The Children. Tra i suoi ultimi lavori: Cambio pelle ma non te (Real Time, regia), Stand-up Comedy (Ed. Dino Audino), Fata e Strega (Ed. Gruppo Abele, con Carlo Freccero). È fondatore della factory WeAreGuru e del centro di ricerca ForwardTO.
Corso 1
NEVERENDING STORIES
Scrivere format e serie TV“I am the one who knocks”, dice Walter White in Breaking Bad. Come può una battuta di dialogo racchiudere il senso di un’intera serie? E com’è possibile costruire architetture narrative che tengano incollato lo spettatore allo schermo per ore, ore ed ore.
Viviamo nell’epoca delle neverending stories, le storie che hanno un finale, ma non una fine. Insieme smonteremo le serie per scoprire come sono fatte, impareremo a ideare un concept, il dispositivo in grado di rigenerare il racconto e rimandare all’infinito la risoluzione del conflitto, a costruire personaggi tematici, a scrivere un soggetto, fino a delineare un pitch e un moodboard di vendita.
Sarà un viaggio turbinante dal salotto della psicanalista di Tony Soprano al divano di Friends, dalla Madison Avenue di Mad Men alla New York di Crashing, dalla Scampia di Gomorra alla Chicago di The Chi, dalle lande desolate della Louisiana di True Detective alla Milano di 1992. Ed solo l’inizio, perché le neverending stories non finiscono, ma continuano…
Corso 2
STORYTELLING: STRUTTURE NARRATIVE
Costruire una storia: oltre la curva di s-fortuna del personaggioAlla base di ogni narrazione, dal mito alla serialità contemporanea, c’è un pensiero ingegneristico che attraversa l’opera, una dorsale su cui si fonda la sospensione dell’incredulità del lettore e dello spettatore, che si rinnova in ogni scena, in ogni battuta di dialogo, in ogni beat.
Da Aristotele a Campbell, da Popper a Vogler, da McKee a Syd Field, numerosi e illustri sono i teorici a essersi espressi sulla struttura delle storie. Ci addentreremo nel bosco narrativo alla ricerca dei sentieri in grado di condurci a svolte inaspettate, attenti a non perdere la bussola, grazie agli strumenti più utili delle “story structure”: frontstory e backstory, incidente scatenante, fatal flow, archetipi, blossom, turning point, need e desire, etc.
Nel nostro percorso, da Scorsese a D. F. Wallace, da Thomas Mann alle serie di Netflix, scopriremo che dalla teoria dei tre atti, alla curva di fortuna del personaggio, il passo è breve, ma soprattutto che l’eroe non è l’unico a compiere un viaggio, perché il primo a partire per l’avventura è proprio chi scrive la storia.
L’obiettivo del corso? Aiutarti a comprendere tutti i passaggi necessari per costruire la tua storia: che sia un romanzo,
Corso 3
RIDERE PER SCRIVERE MEGLIO
Dalla stand-up alla sitcom: l'umorismo per arricchire la pagina e allenare il pensiero laterale“Ridere è la cosa più divertente dare con i vestiti addosso”, diceva Woody Allen. Ma si può insegnare a essere più divertenti e creativi? Secondo questo corso, sì.
Ridere è un fenomeno fisico e la stand-up comedy, come ogni processo creativo, si fonda su strutture e meccanismi precisi. Lo humor è considerato uno degli strumenti di comunicazione per eccellenza, in grado di attivare risorse straordinarie per il pensiero laterale, l’immaginazione, l’equilibrio emotivo, la riduzione dello stress e consente di sfuggire alla relazione qui-io-ora.
In territorio anglosassone lo humor è utilizzato come tecnica di creativity training: un'idea vincente è spesso scardinante, da qui la possibilità di indagare il contatto con il "lateral thinking" di Edward DeBono, per oltre un decennio riferimento mondiale per i pubblicitari e i creativi.
In compagnia di Ricky Gervais, Jerry Seinfeld, Alessandro Bergonzoni, Keith Sawyer, Martin Amis, per citarne alcuni, scopriremo che la comicità non gioca con le parole, gioca con le idee e che l’esplorazione del proprio “io comico” è uno strumento fondamentale per migliorare il nostro modo di comunicare in ambito professionale e creativo.
Corso 4
PRESENTAZIONI
From slide to pitchAscoltare una presentazione significa, per l'audience, abbandonare il proprio mondo ordinario per sintonizzarsi con lo speaker su due livelli: il presente, che vede una persona che parla sul palco accompagnato da slide e video, e il possibile, rappresentato dall’oggetto della presentazione. Il sociologo Alfred Schtuz definiva sub-universi i mondi alternativi nei quali ci immergiamo ogni volta che ci allontaniamo dal nostro mondo ordinario. È un fenomeno che capita molto più spesso di quanto immaginiamo: per dirla con Thomas Mann, lo spazio sviluppa forze che in genere si applicano al tempo. È importante quindi costruire con cura lo “spazio di una presentazione” e costruire sub-universi affascinanti e solidi, affinché il pubblico resti connesso e mantenga viva la concentrazione sul qui-io-ora. Insieme scopriremo il rapporto che si cela tra realtà dominante e sub-universi, muovendoci tra humor, drama e archetipi per scoprire i meccanismi più utili per agganciare velocemente l’emotività del pubblico, dosando report, info e conflitto. Capiremo in che modo strutturare il passaggio tra il what is, le cose così come sono, e il what could be, le cose come potrebbero essere. Guarderemo esem