La Scuola Holden una volta era una caserma (la Caserma Cavalli) e un opificio militare dove si producevano armi e munizioni per l’esercito.

Oggi in questi spazi si formano i narratori e le narratrici di domani.

Siamo a Borgo Dora, un quartiere vivo, multietnico, ben servito e vicino al centro. Ogni sabato c’è il Balôn, il mercato delle pulci di Torino, e a Porta Palazzo si tiene uno dei mercati all’aperto più grandi d’Europa. Nelle vie intorno ci sono negozi di antiquariato, trattorie, bar in cui fare aperitivo e tirare tardi la sera. Dopo i primi giorni di spaesamento, ci si sente a casa.

La sede della Holden ha conservato molti segni del suo passato, tra cui la torre con un orologio incapace di segnare l’ora giusta, delle ogive di proiettili d’artiglieria, due carriponte ancora attivi e un cortile centrale in cui crescono quattro aceri.

Sul cortile si affaccia la nostra aula magna, il General Store. È qui che organizziamo gli eventi più importanti.

Il General Store è l’unico spazio della Scuola dove, se ci stringiamo, ci entriamo tutti: una via di mezzo tra un teatro immaginato da Jules Verne, il loft di un miliardario andato in rovina e il posto in cui avete sempre sognato di suonare il sax o sposarvi. L’ha disegnato Dante Ferretti.

Un’altra stanza particolarmente bislacca è Fronte del Borgo, lo spazio della Scuola aperto al quartiere con l’aspetto di un covo di pirati. Qui si fanno laboratori per under 18 ed è anche la sede della nostra Biblioteca. Si consiglia di restituire i libri in tempo per evitare di essere cannoneggiati da Michele, il bibliotecario asserragliato dietro il bancone a forma di galeone.
I libri che si trovano nei corridoi della Scuola, invece, si possono sfogliare o addirittura rubare.

Per gli studenti e le studentesse e per alcuni eventi speciali aperti al pubblico abbiamo costruito un piccolo cinema all’interno della Scuola, dedicato alla regista Agnès Varda. A partire dal 1° marzo 2026, ogni mese ci sarà una rassegna di film proiettati a ciclo continuo, da mattino a sera. I titoli sono scelti da maestri e maestre della Holden.

Al primo piano c’è il Bartleby, un bar ispirato al famoso locale Barney Greengrass nell’Upper West Side di Manhattan. Il nome “Bartleby” è un omaggio allo scrivano di Melville, ma al contrario del suo tristissimo ufficio, il nostro bar è un posto pieno di vita, persone, musica, dove è impossibile restare intrappolati nei propri pensieri.

Alla Scuola Holden ogni classe è diversa dall’altra, per adattarsi a ogni tipo di lezione. Per noi è importante che ci sia la luce giusta, la vicinanza o la lontananza giusta tra classe e docente, lo spazio per muoversi oppure per stare fermi. L’Aula 2 e l’Aula Zero, per esempio, sono studiate per imparare a usare il corpo. In Aula 12 c’è un pianoforte, l’Aula 3 è detta “Anglicana” per via dei banchi di legno, simili a quelli austeri di una chiesa protestante.

Da sapere: le sedie della Holden sono e saranno scomode fino alla fine dei tempi, perché è importante ricordarsi ogni giorno che il gesto della scrittura ci mette in una posizione scomoda e costa un mucchio di fatica. 

Festa Mobile è il porto franco in cui rilassarsi, lavorare, scrivere e stare insieme quando non si ha lezione. Chiamata così in omaggio al memoir di Ernest Hemingway, quando viveva a Parigi negli anni ’20 insieme ad altri mostri sacri come Ezra Pound, Dos Passos, Fitzgerald e James Joyce, a noi piace pensare che anche la nostra Festa Mobile sia il ritrovo di autori e autrici che, domani, faranno parlare di loro.

A quel tempo Gertrude Stein abitava in rue de Fleurus 27: il suo studio era un punto di riferimento per tutta la geniale generazione che bazzicava Parigi tra le due Guerre mondiali. Alle sue serate si parlava di libri, si commentavano le opere che i suoi ospiti stavano scrivendo o i quadri che dipingevano, si scambiavano pareri e, a volte, volava anche qualche insulto. È per quello che l’aula accanto a Festa Mobile si chiama Miss Stein: se in Festa Mobile si può cazzeggiare, lì si tengono riunioni serie.

L’aula più importante di tutte, però, è il terrazzo: è qui che nascono i progetti più belli, le collaborazioni inaspettate, i sodalizi più duraturi. Andateci spesso e affacciatevi alla ringhiera, e guardate il disegno che c’è sulla piazza.

Per finire, anche la Holden ha ereditato il suo Guardia-di-Porta, come i mostri di pietra che un tempo si mettevano sulla soglia delle case e nei luoghi di passaggio, per tenere alla larga gli spiriti malvagi. Il nostro guardiano è un Dragone che incombe al cancello d’ingresso, e finge di essere un innocuo portalampada.

Insomma, la Holden è un bel posto in cui stare. E forse questa è una delle ragioni che ci spingono a fare lezione sempre in presenza, con pochissime eccezioni. Vieni a trovarci e lo capirai.

E qui sotto c’è il podcast creato dai diplomati e dalle diplomate Holden che raccontano la Scuola, con contributi dello staff.

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sugli spazi della Holden

Bartleby
I would prefer coffee first:
come un bar di New York, ma con un caffè nettamente migliore
Bartleby

"I would prefer coffee first": questo è il bar della Holden, un posto dove il protagonista del racconto di Melville sarebbe venuto volentieri. O almeno, così ci piace pensare.

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Fronte del Borgo
Sul galeone della Holden si salpa ogni giorno per il mondo delle storie.
Fronte del Borgo

Questo è un covo di pirati under-18, un posto in cui scoprire la bellezza delle storie e imparare a raccontare le proprie. Perché padroneggiare le parole è fondamentale non solo per prendere buoni voti a scuola, ma anche buone decisioni nella vita.

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Biblioteca Holden
Associata alla rete delle Biblioteche Civiche Torinesi
Biblioteca Holden

Chi cerca un consiglio o una poltrona comoda su cui leggere e studiare, può venire da noi: siamo aperti lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 15 alle 19.

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