Come unire punti apparentemente remoti

Movimento

Risalire a un minimo comune denominatore che leghi insieme oggetti diversi tra loro.

Cosa

Proviamo a mettere sul tavolo dieci romanzi italiani pubblicati nel ’900, oppure i cento articoli più venduti su Amazon durante l’ultimo Black Friday. O ancora, tutte le lettere scritte da Van Gogh a suo fratello Theo. E poi facciamo un passo indietro e osserviamo ciascun insieme, socchiudendo le palpebre: emerge una figura? Esiste un filo rosso, una costante, che unisce fra loro diversi punti, illuminando una trama?

A pensarci bene, questo è il lavoro che fanno le redazioni dei giornali davanti al flusso quotidiano delle notizie; i sociologi di fronte a un set di dati; i curatori che organizzano sezioni e retrospettive di un festival. Figure è l’abilità che ci consente di mettere ordine nel mondo attraverso la definizione di percorsi di senso dentro ecosistemi apparentemente caotici.

In pratica

Ascoltare la Quinta Sinfonia di Beethoven, riconoscerne il tema e le sue variazioni. Leggere Dickens e individuare gli elementi ricorrenti delle sue opere: espedienti narrativi, quartieri, personaggi di determinate classi sociali. Disegnare un percorso che unisca i luoghi di una capitale secondo un principio di esplorazione tematica (la Parigi degli anni ’20, per esempio, o quella cinematografica).
Per fare una qualsiasi di queste cose bisogna avere dimestichezza con un metodo e allenare lo sguardo. È quello che si fa in Figure.

Quando

Figure si incontra al secondo anno.