Holden Start

L’inizio dell’anno si chiama Holden Start: è un momento speciale in cui dare un’occhiata a diverse tecniche di narrazione, tanto per non innamorarsi troppo di quella che si intende coltivare con più attenzione.

Davanti all* student* scorrono, come un’enciclopedia vivente, una serie di grandi Maestr* che arrivano dai mondi e dalle esperienze più svariate. È un po’ come Woodstock, ma dura un giorno in meno.

Regist*, scrittor*, giornalist*, allenator* di calcio, rockstar: in questi anni a Holden Start abbiamo avuto un assortimento dell* migliori professionist* in fatto di cinema, teatro, musica, digital storytelling, televisione, radio, giornalismo, fotografia. Il loro compito è raccontare tutto quello che sanno e quello che significa fare il loro mestiere.

Inauguriamo l’anno così perché vogliamo, fin dal primo giorno, dare un’idea di cosa vuol dire diventare narratori e narratrici oggi. E perché speriamo di diffondere pace, amore e musica rock. OK, non solo: speriamo anche di accendere qualche passione inaspettata.

Me, We.

Si dice che la poesia più breve del mondo sia stata pronunciata da Muhammad Ali il 4 giugno 1975, alla fine di un discorso a 2.000 student* dell’Università di Harvard.
Durante l’ovazione finale, uno studente gridò – per sfida o per scherzo – “Ehi, campione! Recita una poesia!”
Dopo un breve silenzio, Ali disse semplicemente: “Me, We”.

Queste quattro lettere racchiudono un’idea rivoluzionaria: l’idea che basti cambiare prospettiva per trasformare una M in W, un individuo in una collettività, qualcosa di unico e personale in una causa che riguarda tutto il mondo.
In questi anni a Scuola si impara a conoscere se stess*, ma anche a confrontarsi con l* altr*, che ogni giorno rispondono a quel che ognun* pensa, scrive, inventa.

Holden Start è solo l’inizio. E la speranza migliore è che il tempo che si passa qui a Scuola serva soprattutto a cambiare prospettiva, a passare da “me” a “noi”, perché tutt* siamo unic*, ma le azioni di ognun* possono cambiare il mondo.
O, come Muhammad Ali ha riassunto in due parole: “Me, We”.

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