Come muoversi nel mondo mutando forma

Movimento

Adattare una narrazione secondo format, tempi, stili e linguaggi diversi.

Cosa

Darwin sosteneva che le specie che riescono a sopravvivere non sono le più forti, né le più intelligenti, ma quelle in grado di adattarsi al cambiamento. E questo vale anche per noi, umani del terzo millennio.
A maggior ragione per noi, che viviamo in un’epoca contrassegnata da una vertiginosa accelerazione del tempo, un’epoca in cui non esiste più la verità, né un solo modo di fare le cose. Ecco perché diviene fondamentale sviluppare la capacità di adattarsi: essere duttili, flessibili, sempre pronti ad accogliere la novità e farla propria.
Instabilità è il percorso di allenamento – fatto di esercizi, prove e continue riscritture – che porta a scardinare le rigidità e a vivere questo processo con naturalezza. Come in un videogame, dove a ogni livello corrispondono nuove difficoltà da superare, ed è proprio questo il bello.

In pratica

Bisogna immaginare che una storia sia come l’acqua. A seconda del contenitore in cui viene versata, occupa uno spazio e assume una forma. A seconda della temperatura, cambia di stato.
Così funzionano le narrazioni oggi: nell’arco della loro vita si trasformano in continuazione per abitare luoghi diversi, coprire grandi distanze, raggiungere pubblici differenti.
Questo è il cuore del lavoro, a partire da un racconto, o – perché no – da un curriculum vitae: conservarne l’essenza e cambiare tutto il resto, più e più volte, attraverso innumerevoli versioni.

Quando

Instabilità si incontra al secondo e al terzo anno.