Come produrre, trasmettere, liberare: energia

Movimento

Convocare il corpo e farlo vibrare.

Cosa

Si tende a pensare che la narrazione sia fatta di parole. Dimenticando però che gli esseri umani sono, prima di tutto, corpi: corpi che vivono e si muovono nello spazio e nel tempo, entrando in contatto con gli altri attraverso la fisicità. Quindi, se vogliamo raggiungere un pubblico e stabilire uno scambio – di idee, informazioni, ma soprattutto emozioni – la prima cosa da imparare è come padroneggiare questo strumento, quel corpo in cui abitiamo da una vita ma che, in fin dei conti, conosciamo pochissimo.

È attraverso il corpo che una storia prende vita, acquista una voce, trova il proprio ritmo, muta di tono, risuona a volumi diversi, si fa presenza.

In pratica

“More intensity” dice l’interprete giapponese a Bill Murray sul set di una pubblicità, traducendo gli sproloqui del regista, in Lost in Translation. E perfino Bill Murray, pur essendo un grande attore, fatica a esprimere più intensità. È lì seduto, tutto elegante, con un bicchiere in mano: ma non sa come innescarla, non sa da dove attingere. Eppure questa è la chiave fondamentale di ogni forma di narrazione: trovare l’abbrivio necessario per trasmettere energia, mettendo in moto una reazione a catena in tutti coloro che sono in ascolto. Promuovere il whisky Suntori, illustrare i numeri di un bilancio o raccontare una storia a un bambino, non importa: l’unico modo per essere davvero efficaci è trovare la giusta intensità, attraverso il corpo.

Quando

Intensità è presente in tutti e tre gli anni di corso.