Scrittura legale e legal design

con Federico Fontana

in collaborazione con

DAL 17 OTTOBRE AL 13 DICEMBRE 2020  A TORINO  SCRITTURA

Cosa c’entrano la narrazione e il design con le professioni legali? Per capirlo al volo basta pensare a scene famose di film come Codice d’onore, Il socio o Il cliente. Quante volte abbiamo visto le sorti di un processo cambiare grazie all’arringa finale dei protagonisti? Quale congegno è stato progettato e inserito in quella sequenza di parole? La capacità di costruire storie e scegliere le parole giuste al momento giusto è una caratteristica fondamentale per essere buoni avvocati.

Quando abbiamo a che fare con il gergo spesso astruso, involuto e impenetrabile dei documenti legali, il linguaggio diventa un muro. Per certi versi, deve essere così; è una lingua specialistica, con i suoi canoni e i suoi codici. Ma come ogni linguaggio, è una forma di narrazione, che funziona con le stesse regole che fanno funzionare tutte le storie.
La parola sarà il nostro primo strumento di lavoro. Ogni sabato pomeriggio ci confronteremo con un professionista diverso: un pubblicitario (Giuseppe Mazza), un regista (Alessandro Avataneo) e uno scrittore (Davide Longo). Ci lasceremo influenzare, ispirare e provocare dalla loro idea di narrazione e di scrittura e scopriremo che il gesto fondamentale di chi lavora con le parole è, in fondo, lo stesso di chi opera tra codici, leggi e contratti: la ricerca continua e incessante di esattezza. Con loro indagheremo anche il rapporto tra parola e immagine: come queste due signore si parlano, come litigano, come possono stare insieme, rafforzandosi e completandosi l’una con l’altra.

Accosteremo il giurista al designer parlando di creatività, pensiero visivo e stile. Che rapporto c’è tra vincolo giuridico e creatività? Tra strategia processuale, o contrattuale, e pensiero visivo? Come si definisce uno stile efficace, bello e riconoscibile sintetizzando la concretezza del problem solver e le tecniche del legal designer? Conoscersi, farsi conoscere e farsi riconoscere sarà il nostro compito, poiché il nostro capo è chi sta dall’altra parte del foglio, e dovrà capire al volo cosa abbiamo scritto.

Cosa ti serve per partecipare alle lezioni?

  • un po’ di inglese
  • recettori nervosi ben aperti e pronti all’uso
  • un pc, se lo hai
  • il desiderio di sperimentare nuovi approcci al lavoro nel diritto e di aggiungere nuovi strumenti alla tua cassetta degli attrezzi

Questo corso è per avvocati, legali di azienda, professionisti, studenti e studiosi del diritto.

IN CATTEDRA

FEDERICO FONTANA

Da oltre 25 anni esplora la professione dell’avvocato d’azienda cambiando spesso prospettiva e latitudine, ma sempre scrivendo memo e contratti. Pratica il Plain Italian e la visualizzazione (la parola idea viene dal greco orao = vedere), prova a pensare come un designer quando progetta un documento, è attratto dalla potenza della narrazione, sa che la creatività serve agli avvocati per risolvere problemi. Ha lavorato a Milano, Roma, Bologna, Taranto, Torino e Bruxelles in studi internazionali come Cleary Gottlieb, Ughi, Nunziante e in aziende come Johnson & Johnson, Fiat-Chrysler Automobiles, Candy e ArcelorMittal. Si è specializzato nel design e nella negoziazione di contratti per le imprese. Tiene seminari su legal writing e legal design in Italia e all’estero, battendosi in allegro contro l’adagio… “la formazione legale è letale”.

PROGRAMMA

L’avvocato e la creatività

Sabato pomeriggio focus con: Giuseppe Mazza

Il grande giurista Vittorio Scialoja diceva che il diritto è l’arte di tracciare limiti. Gli scrittori ne sanno qualcosa, perché sono proprio limiti e vincoli a sprigionare la creatività. La parola del giurista è anche creatrice: crea diritti e obblighi che prima non esistevano (ad esempio, la clausola di un contratto o il paragrafo di una sentenza). La sua parola fa, modifica la realtà. Ma i problemi sono sempre nuovi e più complessi. Come non farci sommergere dal mondo che cambia attorno a noi? Allargando il nostro universo percettivo, aumentando la nostra consapevolezza, allenando la nostra creatività, sperimentando prototipi, integrando il nostro toolbox con nuovi strumenti e atteggiamenti mentali.

L’avvocato e il pensiero visivo

Sabato pomeriggio focus con: Alessandro Avataneo

Ogni storia ha una sua prospettiva, così come ce l’ha un contratto, un parere o un atto di citazione. Chi è il nostro user? Che bisogni, talvolta inespressi, ha? A cosa e a chi serve quello che sto scrivendo? Che problema voglio risolvere? Cambiando la prospettiva, cambia la storia e, in certi casi, anche la conclusione. Si scorgono elementi prima nascosti e, forse, decisivi. E così, osservando, ascoltando e facendosi molte domande, si moltiplicano le possibili soluzioni ai problemi legali di ogni giorno ed è possibile “disegnare” le strategie processuali o contrattuali migliori.

L’avvocato e lo stile

Sabato pomeriggio focus con: Davide Longo

Nel 1940, mentre le bombe della Luftwaffe cadevano su Londra, il primo ordine che Winston Churchill diede fu di usare, nelle comunicazioni interne, crisp paragraphs (paragrafi croccanti) e di evitare woolly phrases (frasi lanuginose, ovattate) fatte di mere padding (inutili involuzioni linguistiche). Perché? Per farsi capire al volo e agire.
Le parole servono al giurista per comunicare in modo comprensibile, per organizzare al meglio le idee, argomentare e persuadere. Per fare e per far fare. Sono da maneggiare e allenare con cura. Noi ci eserciteremo a scrivere sforzandoci di pensare sempre al lettore e a smettere di dire ho effettuato invece di ho fatto. A progettare e comporre documenti con elementi grafici e visivi. Matter and manner – we can not escape from them.

CALENDARIO

Segnalo in agenda

Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; domenica dalle 9.30 alle 13.30

COME ISCRIVERSI

Tutto quello che devi fare

COSTO

590 | euro

QUANTE PERSONE

20 | al massimo

SCADENZA

30 settembre

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