La scrittura legale

con Federico Fontana

in collaborazione con

DAL 18 APRILE AL 21 GIUGNO 2020  A TORINO  SCRITTURA

Cosa c’entra la narrazione con le professioni legali? Per capirlo al volo basta pensare a scene famose di film come Codice d’onore, Il socio o Il cliente. Quante volte abbiamo visto le sorti di un processo cambiare grazie all’arringa finale dei protagonisti? Il sistema giuridico americano è diverso dal nostro, ma la capacità di argomentare, persuadere e scegliere le parole giuste al momento giusto è una caratteristica fondamentale per essere buoni avvocati.

Quando abbiamo a che fare con il gergo spesso astruso, involuto e impenetrabile dei documenti legali, il linguaggio diventa un muro. Per certi versi, deve essere così; è una lingua specialistica, con i suoi canoni e i suoi codici. Ma come ogni linguaggio, è una forma di narrazione, che funziona con le stesse regole che fanno funzionare tutte le storie.
La parola sarà il nostro strumento di lavoro. Ogni sabato pomeriggio ci confronteremo con un professionista diverso: un pubblicitario (Giuseppe Mazza), un regista (Alessandro Avataneo) e uno scrittore (Davide Longo). Ci lasceremo influenzare, ispirare e provocare dalla loro idea di narrazione e di scrittura e scopriremo che il gesto fondamentale di chi lavora con le parole è, in fondo, lo stesso di chi opera tra codici, leggi e contratti: la ricerca continua e incessante di esattezza.

Toccheremo anche concetti che per un giurista potrebbero risultare lontani (creatività, pensiero visivo e stile) e li assoceremo ad aspetti più familiari: che rapporto c’è tra vincolo giuridico e creatività? Tra strategia processuale, o contrattuale, e pensiero visivo? Come si definisce uno stile efficace e riconoscibile bilanciando la concretezza del problem solver e la bellezza del legal designer? Conoscersi, farsi conoscere e farsi riconoscere sarà il nostro compito, poiché il nostro capo è chi sta dall’altra parte del foglio, leggerà le nostre parole e dovrà capire cosa abbiamo scritto.

Cosa ti serve per partecipare alle lezioni?

  • Un po’ di inglese;
  • recettori nervosi ben aperti e pronti all’uso;
  • un pc, se lo hai;
  • il desiderio di esplorare terre poco conosciute e di fare qualcosa che sembra portarti fuori strada, e invece no.

Questo corso è per tutti: curiosi, professionisti, studenti e studiosi del diritto.

IN CATTEDRA

FEDERICO FONTANA

Si è laureato in Legge a Torino, è diventato avvocato a Milano e ha completato la sua formazione a Bruxelles. Ha lavorato in studi internazionali come Cleary Gottlieb e Ughi e Nunziante e in aziende come Johnson & Johnson, FCA e Candy. Si è specializzato nella redazione e negoziazione di contratti internazionali e ha tenuto seminari sul Legal Writing ai legali interni di alcune multinazionali, in Italia e all’estero.

PROGRAMMA

L’avvocato e la creatività

Sabato pomeriggio focus con: Giuseppe Mazza

Il grande giurista Vittorio Scialoja diceva che il diritto è l’arte di tracciare limiti. Gli scrittori ne sanno qualcosa, perché sono proprio limiti e vincoli a sprigionare la creatività. La parola del giurista è anche creatrice: crea diritti e obblighi che prima non esistevano (ad esempio, la clausola di un contratto o il paragrafo di una sentenza). La sua parola fa, modifica la realtà. Ma i problemi sono sempre nuovi e più complessi. Come non farci sommergere dal mondo che cambia attorno a noi? Allargando il nostro universo percettivo, aumentando la nostra consapevolezza, allenando la nostra creatività.

L’avvocato e il pensiero visivo

Sabato pomeriggio focus con: Alessandro Avataneo

Ogni storia ha una sua prospettiva, così come ce l’ha un contratto, un parere o un atto di citazione. Ma cambiando la prospettiva, cambia la storia e, in certi casi, anche la conclusione. Si scorgono elementi prima nascosti e, forse, decisivi. E così, osservando, ascoltando e facendosi molte domande, si moltiplicano le possibili soluzioni ai problemi legali di ogni giorno ed è possibile disegnare le strategie processuali o contrattuali migliori.

L’avvocato e lo stile

Sabato pomeriggio focus con: Davide Longo

Nel 1940, mentre le bombe della Luftwaffe cadevano su Londra, Winston Churchill diede l’ordine di usare, nelle comunicazioni interne, crisp paragraphs (paragrafi croccanti). E di evitare woolly phrases (frasi lanuginose, ovattate) fatte di mere padding (inutili involuzioni linguistiche). Perché? Per farsi capire al volo e agire.
L’unico strumento di lavoro di un giurista sono le parole. Gli servono per comunicare in modo comprensibile, per organizzare al meglio le idee, argomentare e persuadere. Per questo sono da maneggiare e allenare con cura. Noi ci eserciteremo a scrivere sforzandoci di pensare sempre al lettore e a smettere di dire ho effettuato invece di ho fatto.

CALENDARIO

Segnalo in agenda

Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; domenica dalle 9.30 alle 13.30

COME ISCRIVERSI

Tutto quello che devi fare

COSTO

590 | euro

QUANTE PERSONE

20 | al massimo

SCADENZA

30 marzo

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