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SCRIVERE

Racconto, Romanzo & Tutto il resto.

Scrivere significa prendersi cura delle parole: quindi in classe ci si allena a padroneggiare la scrittura non soltanto per scrivere racconti e romanzi, ma applicandola in qualunque ambito professionale: bugiardini dei medicinali, poesie, pubblicità. Ci saranno anche incursioni nel cinema e nel teatro, perché le regole che funzionano sullo schermo sono molto simili a quelle nascoste tra le pagine, e perché ogni tanto le parole si stufano, a rimanere intrappolate sulla carta. Ci sono molti modi per farle viaggiare lontano, e qui si sperimentano tutti.

PROGRAMMA

Scrivere con Giorgio Vasta

Parlare di parole

  • Per cominciare, meglio occuparsi subito della materia prima, vale a dire degli incastri di sillabe che, tra scintillii e opacità, tra ricerca della precisione e stereotipi involontari, danno forma a un testo. Perché le parole sono da un lato la tecnologia espressiva più duttile e raffinata che il genere umano sia riuscito a inventarsi, e dall’altro sono un momento etico, l’occasione che ci è data di prenderci davvero cura di qualcosa. In un modo non necessariamente amorevole. Perché, rispetto alle parole, vale una regola spietata: noi siamo i loro persecutori, loro la nostra persecuzione.

Chi scrive questa scrittura

  • E dunque, quali sono le peculiarità che contraddistinguono l’immaginazione narrativa e lo stile linguistico di ognuno di noi? Lasciando spazio soprattutto a una serie di dubbi: cosa succede nel momento in cui si ha la sensazione di voler scrivere qualcosa che è in contraddizione con quelle che sono le nostre peculiarità? La propria immaginazione e il proprio stile, quando li abbiamo finalmente messi a fuoco, sono qualcosa che dobbiamo assecondare o a volte può aver senso nuotare controcorrente?

Giacimenti

  • Che si tratti della nostra storia personale o familiare, del luogo in cui siamo cresciuti o che abbiamo visitato per due giorni, di una notizia letta al volo su un giornale o di qualcosa che un amico ci ha raccontato (e che non siamo neppure sicuri di avere capito bene), le storie hanno mille origini, a essere fondamentale è il modo in cui riusciamo a dare valore narrativo a tutti questi nuclei potenzialmente fertili (vale a dire che tutto dipende dal nostro sguardo). Serve allora trascorrere del tempo a esplorare i propri giacimenti.

Toccare l’elefante

  • Il cieco che gli tocca l’orecchio pensa che un elefante – animale del quale non sa niente – sia un ventaglio carnoso. Il cieco che invece gli tocca la coda dice che è una cordicella. Quello che tocca una zampa sostiene che si tratta di una colonna, quello che tiene tra le mani la proboscide è sicuro che un elefante sia un tipo particolare di tromba. Ogni punto di vista seleziona la prospettiva dalla quale conosciamo e giudichiamo, ed è quindi immediato rendersi conto che nel raccontare una storia l’adozione di un punto di vista è una scelta (una tra le tante) delicata perché a venire coinvolte sono da subito questioni tecniche, estetiche ed etiche.

Leggere legami

  • Al centro di quanto è stato, è e sarà raccontato c’è qualcosa che può venire riepilogato in tre parole: boy meets girl. L’incontro, dunque, che può essere lieve o catastrofico, comico o drammatico, fertile o del tutto infecondo. Ciò che conta è che ognuno di questi incontri dà luogo a un legame (anche minimo e impalpabile), e che i legami sono parte centrale del nostro modo di fare esperienza. Leggere legami vuole essere allora una ricognizione attraverso i modi in cui le storie hanno raccontato la fenomenologia sentimentale, di quale sostanza è fatto il primo incontro, cosa succede quando due persone stanno insieme, quali e quante diverse morfologie può assumere una separazione.

Le cose, le case

  • Tutto ciò che siamo accade nella materia; nel senso che viviamo sempre immersi in un universo percepibile e, per fortuna, percepito. Eppure, spesso, quando raccontiamo una storia tendiamo a correre subito al suo significato e alla sua morale, lasciando in secondo piano oppure trascurando del tutto tanto lo spazio fisico quanto le cose che esistono intorno a noi, nella loro nuda (e straordinaria) potenzialità espressiva. Vale invece la pena prendersi cura della materialità, descrivere gli spazi in cui abitiamo (e che ci abitano), le cose che tocchiamo con le mani (e che silenziosamente, impercettibilmente, ci toccano).

Cosa dicono le sirene

  • Perché le sirene non dicono mai sempre la stessa cosa. Da Omero in poi (in realtà anche da prima), dalla loro bocca viene fuori un canto oppure strida, versi bestiali e illeggibili, o ancora lusinghe, immagini del futuro, miraggi, una promessa di senso che ci seduce: che, letteralmente – magneticamente – ci attrae a sé. E in fondo ogni narrazione ha un suo canto, un suo senso. Sottile o di grana grossa, didascalico oppure sfuggente, qualcosa che di volta in volta sia noi, narrando, a cercare di calibrare attraverso il linguaggio.

Scrivere per riscrivere

  • Chiaramente è un punto di vista opinabile, ma tranne che non si sia bravi in un modo “extraterrestre”, oppure particolarmente fortunati, nella quasi totalità dei casi scrivere una storia vorrà dire riscriverla un certo numero di volte. A forza di riscriverla la si conosce sempre meglio, e sempre meglio si prende dimestichezza con i propri tic e con i propri limiti, così come si impara a fare un buon uso delle proprie risorse. A forza di riscriverla, una storia, se ne diventa davvero, e in una maniera profondamente terrestre, gli autori.

IN CATTEDRA

GIORGIO VASTA

Ha esordito nel 2008 con il romanzo Il tempo materiale edito da minimum fax e tradotto in oltre dieci Paesi. Successivamente ha scritto i libri Spaesamento, edito da Laterza, e Presente, edito da Einaudi, insieme ad Andrea Bajani, Michela Murgia e Paolo Nori. Con Emma Dante e Licia Eminenti ha scritto la sceneggiatura del film Via Castellana Bandiera, in concorso alla 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Collabora con la Repubblica, Il Venerdì, il Sole 24 ore e il manifesto, e scrive sul blog letterario minima&moralia. Le sue ultime opere sono Absolutely Nothing. Storie e sparizioni nei deserti americani, libro reportage realizzato insieme al fotografo Ramak Fazel, e la sceneggiatura del film Le sorelle Macaluso, scritto con Emma Dante ed Elena Stancanelli e girato da Emma Dante, uscito nel 2020.

IN CLASSE

I programmi dei College
e dei Track.

College Storytelling - Primavera 2021
da maggio a gennaio 2022
con Alessandro Mari
College Storytelling - Primavera 2021

Esplorare l'universo della comunicazione, sperimentare diversi linguaggi e tecniche narrative, cambiare punto di vista sulle cose: raccontare non significa solo scrivere libri.

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Calendario Primavera 2021
da maggio a gennaio 2022
si seguono le lezioni del College e di due Track
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Qui ci sono le date e gli orari delle lezioni, come ci si organizzerà nel caso in cui non si possa venire a Scuola, e come funzionano i College e i Tracks.

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Track - Primavera 2021
con Iaia Caputo, Luca Sommi e Marta Pastorino
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Due binari di approfondimento da scegliere tra narrativa autobiografica, raccontare ad alta voce o costruire storie combinando immagini e suoni.

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PRIMAVERA 2021: COME ISCRIVERSI

Quel che c’è da sapere

COSTO

5.250 euro | 500 euro meno del solito, perché questa è una Special Edition

QUANTE PERSONE

massimo 12 | per ogni classe

SCADENZA

30 | aprile 2021

Per cominciare c’è un modulo da compilare: qui ognuno sceglie il College e i due Track che vuole seguire. Chi si iscrive potrà partecipare a un incontro di presentazione in streaming il 20 aprile, dalle 13 alle 13.30: si potranno fare domande e ricevere chiarimenti su tutto quel che riguarda Over 30.

Poi bisogna mandare il curriculum, una foto e una lettera in cui si racconta perché ci si vuole iscrivere a holdenover30@scuolaholden.it. Niente poemi epici: massimo una cartella (1.800 battute, spazi inclusi). Per completare l’iscrizione, ci facciamo vivi noi.

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Per ogni dubbio

rispondiamo qui