Descrizione

La forma di un racconto
Montare e smontare il congegno narrativo

con Elvira Seminara

DA MAGGIO A SETTEMBRE 2021 ONLINE  SCRITTURA

Un buon racconto si fabbrica come un orologio, ha il suo congegno interno, preciso e invisibile. Se funziona bene segnerà il ritmo e l’ora, ma – questo è il prodigio – di un tempo tutto diverso, fuori dall’ordinario. Per realizzare questo cortocircuito di tempo e spazio si parte da una visione, ma si agisce su dati reali come il ritmo, il conflitto, i personaggi, l’ambientazione. E naturalmente conta molto la forza di una scrittura personale.

In questo percorso fabbricherai un racconto di 5.000 battute con la cura dell’artigiano e l’inventiva dell’artista, imparando a costruire un intreccio e a scolpire i personaggi dandogli corpo e gesti, a calibrare la tensione e illuminare i dettagli, impostando e potenziando, al contempo, la tua personale voce d’autore. Per riuscirci useremo alcune tecniche particolari: gli esercizi di sguardo come li intendeva John Berger, per imparare a guardare le cose di tutti i giorni in modo diverso, attivo e critico; e ti eserciterai nell’arte del dettaglio per imparare a vedere (e poi a raccontare) il mondo senza stereotipi e condizionamenti. Scrivere è, infatti, un modo di vivere.

Se riuscirai a sfrondare il tuo immaginario dai luoghi comuni e dalle espressioni abusate, sarai in grado non solo di scrivere un buon racconto, ma anche di vivere in modo più stimolante la tua stessa vita. Perché scrivere è vita aumentata, e la prima narrazione siamo noi.

IN CATTEDRA

ELVIRA SEMINARA

Scrittrice e giornalista, prima di dedicarsi interamente alla narrativa è stata cronista e opinionista per il quotidiano La Sicilia. Ha insegnato Storia del giornalismo e Scrittura creativa nella facoltà di Lettere a Catania; oggi cura corsi di storytelling in varie città italiane e collabora con L’Espresso e altre riviste. Tra i suoi romanzi, tradotti in diversi Paesi: L’indecenza (Mondadori 2008); I racconti del parrucchiere (Gaffi 2009); Scusate la polvere (Nottetempo 2011); La penultima fine del mondo (Nottetempo 2013); Atlante degli abiti smessi (Einaudi 2015), I segreti del giovedì sera (Einaudi 2020). Nel 2014 il teatro Stabile di Catania ha messo in scena la sua dark-comedy Scusate la polvere, e nel 2015 L’indecenza, con sceneggiatura di Rosario Castelli e regia di Gianpiero Borgia. Atlante degli abiti smessi ha generato una mostra itinerante di sue installazioni create con materie di scarto portate dai lettori, Armadi in volo. Reperti e referti di un romanzo. Crede nella contaminazione dei linguaggi e nella riconversione di ogni cosa; nell’arte del recupero e nell’economia circolare – di materia e spirito, dalla parola al gesto. Si definisce una cantascorie (no, non è un errore, è scritto con la c).