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STORYTELLING

Diventare narratori del nostro tempo.

Inizia tutto da qui: raccontare storie è un gesto antichissimo, umano, essenziale. In questo College non si sta attorno a un fuoco, come facevano i nostri antenati, ma si impara come funzionano oggi le storie sul web, al cinema o sui social network, oltre che nei libri, ovviamente: non pensare che in questo College non si scriva. L’obiettivo è diventare narratori del nostro tempo: perché le storie sono fatte di parole, ma non solo. E se quelle che hai dentro pulsano così forte che un foglio di carta o un file sul pc non riescono a contenerle, questo è il percorso giusto per te.

Sono aperte le iscrizioni alla seconda classe di  Storytelling, guidata da Silvia Schiavo. Il percorso che seguirai durante l’anno sarà centrato su tre abilità fondamentali: pensare, decidere, comunicare.

Nel lavoro, e non solo, questi sono tre gesti fondamentali senza i quali non si va da nessuna parte. O meglio: si può andare, ma vagando un po’ a caso. Il che va benissimo per gli spiriti un po’ flâneur, ma se bisogna raggiungere un obiettivo ben preciso, se non si ha a disposizione tutto il tempo che si vuole, e se dobbiamo render conto a qualcuno di quello che facciamo, è meglio imparare ad allenare queste tre abilità: pensare, decidere e comunicare.

Dalla nostra parte abbiamo tutte le storie e i grandi autori del mondo: saranno i nostri compagni di squadra e ci insegneranno ad adottare uno sguardo nuovo e a cambiare il nostro modo di fare, perché la narrazione altro non è che uno specchio in cui l’agire umano trova spazio e nuove prospettive.

IN CATTEDRA

SILVIA SCHIAVO

Dopo la laurea in Scienze della cultura si è diplomata alla Holden. Ha due grandi passioni: la parola parlata e la parola scritta. Le coltiva insegnando come scrivere di sé in percorsi online e facendo formazione aziendale sulla comunicazione e la scrittura di discorsi. In questi anni ha collaborato, tra gli altri, con L’Oréal, Enel, Generali Italia e Fininvest. Alla Scuola Holden è responsabile dei corsi Holden Pro, i cui Maestri sono Alessandro Baricco, Oscar Farinetti, Paolo Iabichino, Mauro Berruto. Questo è il suo sito.

PROGRAMMA

Storytelling con Silvia Schiavo

Incipit – Fare squadra

  • All’inizio di un romanzo o di un film si conoscono i personaggi e l’ambiente in cui si svolge l’azione. Quando si lavora accade la stessa cosa. L’avviarsi di un progetto, un nuovo cliente, un team da coordinare o in cui inserirsi sono, a tutti gli effetti, l’inizio di una storia. E, come in tutte le storie, è fondamentale che i personaggi possano conoscersi per poi affrontare il viaggio insieme. Nella vita reale, però, si è presi dalle urgenze e ci si dimentica di questo passaggio fondamentale che fa tutta la differenza del mondo: conoscere i personaggi e l’ambiente, prima di passare all’azione. Questo, spesso, comporta difficoltà, dissapori e rallentamenti nel lavoro. Possiamo imparare dalle storie come conoscerci e coordinarci prima di cominciare a lavorare insieme?

Pensare – Trovare le idee

  • Pensatori solitari, geni incompresi, genio collettivo… ci sono tantissimi modi di creare e costruire, ma non ce n’è uno universalmente giusto e valido. Ci sono, invece, persone con caratteri e necessità diverse, e processi creativi diversi. Cosa c’entra il carattere con il processo creativo? Perché un brainstorming può essere benefico per alcuni e deleterio per altri? Si crea meglio da soli o in gruppo? Troveremo le risposte, e molte altre domande, guardando a Pixar e ad altri maestri della creatività. Sperimenteremo tantissime tecniche per stimolare le idee, e per permettere alle persone con cui lavoriamo di essere creative seguendo la propria indole.

Decidere – Scegliere le informazioni

  • Una storia è fatta di scelte. Incontro i personaggi all’inizio, li vedo in alcuni momenti cruciali, quelli che mi permettono di cogliere gli snodi della trama, e poi li saluto alla fine. Nella realtà, nel lavoro di ogni giorno, è tutto un po’ meno chiaro. Gli snodi, i climax e le svolte ci sono, ma mimetizzati tra call, mail, trasferte, riunioni e montagne, montagne di informazioni. Le storie, però, ci insegnano una cosa: per poter decidere non ci servono più informazioni. Ci servono solo quelle giuste. Per riconoscere quali sono, lavoreremo sulla lettura del contesto e sulla scelta delle informazioni indispensabili per poter plasmare la nostra storia lavorativa, giorno dopo giorno.

Comunicare – Parlare chiaro

  • Una comunicazione poco chiara può portare conseguenze nefaste. Ne sanno qualcosa Romeo e Giulietta, Otello e Desdemona e molti altri personaggi della storia della letteratura. Il malinteso è alla base di tantissime opere – e le commedie degli equivoci sono un vero e proprio genere. Ambiguità ed errori sono indispensabili per infittire la trama di una storia, ma non possono essere la base della nostra comunicazione – a meno che non vogliamo portare un pizzico di tragedia shakespeariana anche nel nostro lavoro.

Pensare – Lavorare con intuito

  • Sherlock Holmes e Miss Marple lo sapevano: per risolvere casi intricatissimi serve mestiere, ma anche intuito. Che cos’è l’intuito? Si può riconoscere e mettere in pratica nel lavoro di ogni giorno? Pare proprio di sì, è ormai noto e dimostrato che l’intuito non è un’illuminazione misteriosa, qualcosa che troviamo in film e romanzi. I protagonisti di Arthur Conan Doyle, Agatha Christie e molti altri cercano di insegnarcelo da sempre, caso dopo caso: impareremo da loro come fare ad allenare questo muscolo che non sapevamo di avere.

Decidere – Cominciare dalla fine

  • Quando ammiriamo un’opera d’arte, quello che vediamo è il risultato finale. Ce lo godiamo, e spesso non ci facciamo troppe domande. Ma quell’opera è il risultato di un processo lunghissimo di pensiero e pratica, e ha richiesto tempo ed energie. Spesso, una vita intera. Perché il punto è questo: un progetto andato a buon fine, un affare riuscito, un’idea realizzata sono il risultato di una serie di gesti e derivano da una serie di decisioni che danno vita a un lungo processo: ma il pubblico vede solo il risultato finale. Ciò che non si vede è, di fatto, l’imprinting decisivo di un progetto e troppo spesso è lasciato al caso e all’inconsapevolezza: obiettivi e decisioni.

Comunicare – Raccontare il cambiamento

  • Quando si racconta, lo si impara subito: se non c’è cambiamento, non c’è storia. Le storie lavorative non sono da meno: progetti andati a buon fine, problemi con un cliente, fusioni, crisi, ampliamenti… le variazioni sono tantissime, ed è fondamentale saperle raccontare nel modo giusto a tutte le persone coinvolte. Qual è il modo giusto? Dipende da quale punto della storia sto raccontando, e a chi. Se non si trovano il tono e lo stile adatti, o peggio ancora se non si racconta, si rischia di lasciare la propria storia in balia del caso e delle interpretazioni altrui.

Epilogo – Dare feedback

  • Quando leggiamo una storia, che sia fiction o non-fiction, abbiamo la possibilità di osservare il mondo da un nuovo punto di vista: quello dell’autore. Il dono che riceviamo dalla lettura è il suo sguardo, la sua visione del mondo. Quando raccontiamo – qualunque cosa, anche un’esperienza lavorativa, l’operato di un collega, la chiusura di un progetto – in realtà non stiamo parlando del lavoro, del collega, del progetto. Stiamo parlando di noi, del nostro punto di vista su quegli argomenti: ecco perché il feedback dice molto di più su chi lo dà che su chi lo riceve. Le grandi storie, però, ci insegnano anche che ci si può staccare dalla propria percezione per adottare quella di personaggi anche molto diversi, che si muovono all’interno dello stesso mondo. Proprio da queste storie, impareremo ad ampliare il nostro punto di vista, in modo da accogliere più prospettive possibili.

La prima classe del College è al completo e sarà seguita da Giuseppe Mazza. Ecco cosa dice a proposito del percorso che ha immaginato:

“In ogni suo tentativo di comunicare – di raccontare – l’uomo ha sempre provato a parlare di se stesso. Non l’ha fatto solo nel gesto della scrittura, ma in ogni forma di narrazione. Il cinema, l’arte contemporanea, il giornalismo, il fumetto, il design e, naturalmente, la pubblicità sono parte di una grande narrazione, che noi seguiamo e della quale anche noi facciamo parte. In questo College ci concentreremo sui linguaggi della modernità, li metteremo alla prova e li scandaglieremo con curiosità insaziabile nel tentativo di far emergere tutta la loro ricchezza e scoprire cosa dicono di noi. E soprattutto come usarli per raccontare la nostra storia.

Ci addentreremo nelle selve oscure della modernità, tra comunicazione, arte e pubblicità: un universo di parole, immagini e video alla prova di uno shock globale. Per scoprire la ricchezza dei linguaggi, capire cos’hanno detto di noi finora e scoprire come usarli per raccontare la nostra storia che verrà.”

IN CATTEDRA

GIUSEPPE MAZZA

È scrittore ed esperto di comunicazione. Ha scritto per Cuore, Comix e Smemoranda. Ha lavorato per Saatchi & Saatchi, cominciando come copywriter fino a diventare direttore creativo. Le sue campagne di comunicazione hanno vinto molti premi nazionali e internazionali e nel 2008 ha fondato Tita, l’agenzia pubblicitaria che tuttora dirige. Collabora con il Venerdì di Repubblica e Doppiozero. Ha vinto il premio Pirella 2019 come comunicatore dell’anno.

PROGRAMMA

Storytelling con Giuseppe Mazza

Mettere in comune

  • Cos’è comunicare, che c’entriamo tutti e perché può far ridere e piangere.

Riferimenti: Bill Bernbach, Andrew Cuomo, Charlie Chaplin

Still alive

  • La grande storia delle idee e delle immagini che tornano da un secolo all’altro. Per aiutarci.

Riferimenti: Uncle Sam, Carlo Ginzburg, Milton Glaser

Nascosta alla luce del sole

  • Arte, pubblico, pubblicità, alla scoperta di una relazione che viviamo ogni giorno.

Riferimenti: Breaking Bad, Federico Fellini, Leo Lionni

Il bello dell’utile

  • E-mail, speech, cartelli e CV… tutta la comunicazione che ti serve e dove trovarla.

Riferimenti: Majakovskij, Tullio De Mauro, Greta Thunberg

Parla con tutti

  • In quanti modi puoi rendere magica la tua verità. E magari convincere gli altri.

Riferimenti: Gossage, The Simpson, San Bernardino da Siena

Come cosa viva

  • Scatole, oggetti e robot, storie in movimento di materiali inerti solo in apparenza.

Riferimenti: Luis Buñuel, Toy Story, Philip Dick

Mozart o Salieri?

  • Tra fake news e fuffa, viaggio negli inganni del moderno. E anche in quelli eterni.

Riferimenti: Photoshop, David Droga, Roland Barthes

Palla di vetro

  • Metodo pratico per traslocare nel futuro e rendere infinito il corso.

Riferimenti: Watchmen, Franklin D. Roosevelt, SuperMario

COME ISCRIVERSI

Tutto quello che devi fare

COSTO

5.250 euro | 500 euro meno del solito
perché questa è una Special Edition!

QUANTE PERSONE

massimo 12 | per classe

SCADENZA

11 | ottobre 2020

Per prima cosa, compila il modulo online e scegli il College e i due Tracks a cui vuoi partecipare.

Se scegli il College Scrivere seguirai le lezioni di Elena Varvello, a Storytelling invece sarai in classe con Silvia Schiavo. Per quanto riguarda i Tracks, se vuoi seguire Il Conflitto puoi iscriverti alla classe con Leonardo Staglianò, mentre la classe di Mano è al completo.

Poi mandaci il tuo curriculum, una foto e una lettera in cui ci parli di te e del perché vuoi iscriverti a Over 30. Niente poemi epici: fai stare tutto in una cartella (1.800 battute, spazi inclusi). Spedisci il malloppo a holdenover30@scuolaholden.it; ti risponderemo subito e ti manderemo i documenti da compilare.

Se hai altri dubbi scrivici; per tutto il resto, ci vediamo il 16 ottobre in Piazza Borgo Dora 49.

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