TRACKS

Temi, tecniche, strumenti.

In parallelo all’insegnamento dei College, corrono dei binari: sono percorsi specifici in cui ti insegneremo a usare nuovi strumenti utili per raccontare le tue storie. Potrai affinare le tecniche imparate nel College, oppure ti concentrerai su temi e nodi fondamentali attorno a cui si sviluppa ogni narrazione.

Un Track dura quattro weekend e nell’arco di un anno ne puoi seguire due.

LA MANO

Silvio Bernelli guiderà questo percorso sulle altre scritture: si concentrerà su autobiografie, biografie e reportage narrativi.

Che cos’è un reportage narrativo e perché sembra essere un mezzo adatto a raccontare la realtà? Qual è il ruolo dell’autobiografia nell’odierna era del selfie? E come si scrive di un personaggio realmente vissuto? Per rispondere a queste domande (e molte altre), in questi incontri si studiano storie, libri, inchieste e articoli, per imparare a narrare la contemporaneità reinventandola con gli strumenti della letteratura. Si parlerà di casi di cronaca internazionale, dei problemi più spinosi dell’Italia di oggi, delle tragedie nei mari del Nord, della ricostruzione post-terremoto, della vita nell’affollata e stordente Bangkok e delle vite dei personaggi famosi. E ci si occuperà di tecnica, cose come il punto di vista, la prima persona e lo sguardo. Tutto sarà scandito da numerosi esercizi, in classe e fuori; per mettersi alla prova, con le proprie capacità, per trovare la propria voce.

Autobiografie 

  • Dall’esperienza al mondo, con forza

Biografia

  • Il racconto di personaggi famosi (e non)

Reportage narrativo

  • Realtà + finzione = narrazione

L’arte dell’intervista

  • Preparazione, incontro, scrittura

IN CATTEDRA

SILVIO BERNELLI

Scrittore e insegnante di yoga, ha pubblicato i romanzi autobiografici I ragazzi del Mucchio (2003, 2009) e Dopo il lampo bianco (2012), Il biografo di Botto & Bruno (2018), un reportage su Torino in Periferie (Laterza, 2006) e racconti su alcune antologie. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche tra le quali ilfattoquotidiano.it, L’Unità, Il Mucchio. È nella redazione del lit-blog ilprimoamore.com

IL CONFLITTO

La struttura è l’elemento portante di un qualsiasi testo drammaturgico. È qualcosa che sta dentro, non si vede, ma tiene in piedi il tutto. Noi ci concentreremo principalmente sulle sceneggiature e “una buona struttura in una sceneggiatura è come un cubetto di ghiaccio rispetto all’acqua. Dovrebbe essere così inserita nella storia, così strettamente collegata, da non riuscire a vederla”. Parola di David Mamet, uno dei più bravi.

L’importanza di essere importante: come si costruisce un personaggio

  • Senza personaggio non c’è narrazione possibile. Attraverso lo studio di alcuni characters del cinema e delle serie TV, cercheremo di capire con quali strategie sono stati costruiti e impareremo ad utilizzare gli strumenti più utili per creare valide caratterizzazioni

Verità e dolore – Ogni commedia è un dramma

  • Come si scrivono situazioni e personaggi comici? Per far ridere servono due sole cose: la verità e il dolore. Se le sofferenze dei personaggi che mettiamo in scena saranno riconoscibili, far ridere sarà meno difficile di quanto in realtà non sia

Scrittura di scena

  • Come si scrive una scena d’amore efficace? Come si scrive un’eccezionale sequenza di suspense? Come si scrive un’emozionante scena muta? Studio, scrittura, analisi e riscrittura di scene esistenti, per comprendere a fondo di quali elementi è costituita ogni singola parte di un testo drammaturgico. Questo corso è pensato come un vero e proprio training intensivo. Come una serie di lezioni di musica in cui proviamo e riproviamo a riprodurre pezzi scritti da altri per prendere confidenza con lo strumento

Drammatizzare significa strutturare

  • Per raccontare una bella storia bisogna sapere quali pulsanti spingere. Come facciamo a sapere quali sono i pulsanti giusti e quelli sbagliati?

La storia universale

  • Perché tutte le storie si somigliano? Proveremo a rispondere a questa domanda studiando la mappa tracciata da Chris Vogler nel suo Viaggio dell’Eroe attraverso lo studio e l’analisi di alcuni film significativi

Anatomia di una serie TV

  • Guarderemo e studieremo insieme una miniserie TV (il titolo sarà svelato solo all’ultimo momento): la dissezioneremo analizzandone le piccole e grandi strutture interne e infine proveremo a scrivere, senza averlo visto, l’ultimo episodio

IN CATTEDRA

AARON ARIOTTI

Ha studiato Lettere moderne e si è diplomato alla Scuola Holden. Nel 1997 si trasferisce a Roma, dove frequenta il Corso di formazione per sceneggiatori televisivi della Rai e, tre anni più tardi, la Scuola Fiction Mediatrade. Lavora principalmente per la televisione (Ugo, Don Luca II, Grandi domani, Centovetrine, Sottocasa, I Cesaroni, Il tredicesimo apostolo, Denaro rosso sangue). Oltre che della Holden, è docente della scuola Belleville di Milano e dell’Università degli studi La Sapienza di Roma.

LA VOCE

Chi parla bene in pubblico è, prima di tutto, generoso. Il suo lavoro consiste nel dare il testo al pubblico nel modo migliore possibile, chiaramente e usando un tono e un volume ottimizzati perché tutti sentano e lui non si rovini le corde vocali. Ma il lavoro di un buon oratore non si limita al palcoscenico. Comincia prima, sulla scrivania e tra i libri: nella scelta delle parole da dire, nelle pause, nelle intenzioni racchiuse nelle diverse parti del testo.

  • La voce è un suono e, come tale, comunica; per imparare a padroneggiarla, dobbiamo prima di tutto accettarla e poi conoscerne tutte le sfumature. A quel punto possiamo provare a comprendere che uso farne
  • Linguaggio e parole compongono i nostri discorsi e ciò che scriviamo. Ma qual è la differenza tra un testo scritto per essere letto e un testo scritto per essere detto? In due giorni scopriremo i codici, i modi di dire, la costruzione di un periodo e di un pensiero che si vogliono “dire a qualcuno”.
  • Il nostro modo di parlare è come un vestito: può starci bene addosso, ed essere comodo, oppure può farci sentire molto a disagio. Può essere il nostro amato pigiama, sebbene un po’ consumato, o un abito favoloso che ci rende bellissimi. Tutto dipende dalla situazione e dall’uso che vogliamo farne.
  • Immaginiamo di dover parlare in pubblico. Quali mosse facciamo per prepararci? Qui proveremo a costruire una guida pratica per scrivere un discorso, provarlo, come ascoltarsi e, soprattutto, riascoltarsi per verificare il percorso e identificare i cambiamenti da fare.

IN CATTEDRA

ENRICO GENTINA

Coniuga le diverse discipline dello spettacolo e la formazione, mantenendo al centro della sua ricerca la persona e la sua relazione con il gruppo e il territorio. Il cambiamento non lo spaventa, lo frequenta, lo stimola e lo induce. È formatore, regista, esperto di animazione culturale dei territori. Dal 2016 cura gli eventi di TEDxTorino. Dopo aver lavorato per 15 anni nell’animazione teatrale a Torino, partecipa come progettista e manager a progetti di sviluppo di comunità in tutta Italia. Alla formazione in azienda sui temi della comunicazione e del public speaking affianca la formazione internazionale per Youth worker in progetti Erasmus+. Negli ultimi anni sta accompagnando diverse realtà imprenditoriali e sociali in progetti di comunicazione online e offline. Questo è il suo sito.

FIGURE

È una disciplina di Academy, l’università della Holden: una delle sette abilità che servono ad abitare il mondo contemporaneo. Figure consiste nel connettere punti apparentemente remoti. Pensa a una costellazione, alla capacità umana di ordinare il caos in una figura chiara e riconoscibile. La usiamo quando raccontiamo la nostra vita, quando creiamo una trama, ogni volta che interpretiamo i fatti del mondo.

Figure celestiali

  • Dagli aruspici all’oroscopo, una breve storia di alcune delle figure più straordinarie che gli uomini hanno creato per decifrare il futuro, per anticipare i nemici, per scongiurare le catastrofi, o più semplicemente per vendere le loro merci. Partiamo dal mondo antico e arriviamo fino a oggi, poi facciamo un piccolo esercizio di fiction e di divinazione.

Figure, la trama

  • La trama è il filo rosso che ci consente di unire insieme nel tutto organico e perfettamente funzionante di una storia fatti, persone, parole, realtà e fantasia, presente, passato e futuro. Ne prendiamo alcune di grandi maestri, le guardiamo da vicino e poi da lontano: osserviamo come sono fatte. Ne creiamo una da zero, insieme.

Figure, il discorso

  • Di solito, chiamiamo intellettuali coloro che riescono a fare un discorso pubblico, cioè a organizzare il loro pensiero in parole abbastanza chiare da produrre una figura che possiamo usare tutti. È un’abilità che può tornare utile anche a pranzo o a cena, nell’arte della conversazione. Qui esaminiamo alcuni discorsi grandiosi, poi ci mettiamo alla prova.

Figure, il presente

  • Ogni giorno entriamo in contatto con centinaia di informazioni e di immagini: formarsi una figura chiara e distinta del presente richiede un lavoro continuo di selezione e di riorganizzazione. Partiamo dalla lettura dei giornali, assorbiamo il più possibile, ci esercitiamo a creare una interpretazione credibile e bella del nostro mondo.

IN CATTEDRA

ANNALISA AMBROSIO

È laureata in Filosofia, in particolare ha studiato l’amore romantico. Si è diplomata alla Holden e collabora a vari progetti della Scuola; tra le altre cose, ha progettato e curato per Zanichelli l’antologia di italiano La seconda luna. È autrice del saggio Platone. Storia di un dolore che cambia il mondo (Bompiani, 2019).

COME ISCRIVERSI

Tutto quello che devi fare

COSTO

5.250 euro | 500 euro meno del solito
perché questa è una Special Edition!

QUANTE PERSONE

massimo 12 | per classe

SCADENZA

30 | settembre

Per prima cosa, compila il modulo online, scegli il tuo College e i due Tracks a cui vuoi partecipare.
Poi mandaci il tuo curriculum, una foto e una lettera in cui ci parli di te e del perché vuoi iscriverti a Over 30. Niente poemi epici: fai stare tutto in una cartella (1.800 battute, spazi inclusi). Spedisci il malloppo a holdenover30@scuolaholden.it; ti risponderemo subito e ti manderemo i documenti da compilare.

Domanda lecita: cosa succede se finiscono i posti a disposizione per un College?
Be’, chiameremo altri Maestri e formeremo nuove classi: niente paura, faremo gruppi piccoli e ci sarà posto per tutti.

Se hai altri dubbi scrivici; per tutto il resto, ci vediamo il 16 ottobre in Piazza Borgo Dora 49.

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