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TRACK

Temi, tecniche, strumenti.

In parallelo all’insegnamento dei College, corrono dei binari: sono percorsi specifici in cui si imparano nuovi strumenti utili per raccontare storie. Si possono affinare tecniche già sperimentate nel College, oppure concentrarsi su temi e nodi fondamentali di narrazioni ben precise.

Un Track dura quattro weekend e nell’arco di un anno se ne possono seguire due.

SCRIVERE DI SÉ

Sfatiamo subito un mito: la scrittura autobiografica non è un ripiegamento sull’Io al di fuori del mondo. Il memoir, anche il più scandalosamente “intimo”, è un genere letterario, e la memoria, così come la scrittura, è un processo creativo che necessita di immaginazione e di menzogna. D’altra parte, sia per la letteratura che per la memoria, non è la verità dei fatti a contare, ma il senso che a essi riusciamo ad attribuire con le parole. Come diceva Siri Husvedt, si potrebbe affermare che se l’arte della narrazione può essere definita come la capacità di ricordare quel che non è mai accaduto; l’arte della memoria sta nell’inventare ciò che è davvero accaduto.

  • Niente è più potente dei sensi per riattivare le memorie più lontane e più profondamente evocative della nostra vita: attraverso il gusto e l’olfatto, il tatto o l’udito riaffiorano emozioni, sentimenti, vissuti che – richiamati alla coscienza anche con l’aiuto della scrittura automatica – restituiscono le esperienze fondanti di ciascuno. Rievocare per poi raccontare, cercando di inoltrarci in quei territori che Giorgio Caproni paragonava alle miniere, per portare in superficie quell’universale umano che racconta di sé ma parla agli altri e, soprattutto, anche degli altri.
  • Dunque raccontare di sé, ma quanto? In che modo? Per imparare la “misura” del memoir, che sempre si muove tra pudore estremo ed estrema impudicizia, tra verità e invenzione, confrontarsi con i modelli è indispensabile: cosa ci insegnano Amos Oz e Annie Ernaux, Domenico Starnone ed Eshkol Nevo? Qualunque memoir degno di questo nome riesce sempre a fare dell’io una parte di un mondo più vasto, di un tempo, di una generazione, di una cultura.
  • Nel racconto di una vita o di parte di una vita, compaiono inevitabilmente più persone: per noi sono state importanti, fondamentali o esecrabili, ma perché vivano sulla pagina e davanti agli occhi di chi ci legge devono avere lo stesso trattamento di personaggi di finzione. Che significa essere credibili, coerenti, mobili e, soprattutto, interessanti.
  • Due vissuti fondamentali muovono come una forza propulsiva il memoir: uno è il sentimento dell’inappartenenza (a una storia familiare, al proprio tempo, al luogo a cui si è approdati), l’altro è quello dello scompaginamento, spesso traumatico, dell’equilibrio di una vita che si riteneva immutabile: può essere accaduto nell’infanzia, o a causa di una perdita, per una guerra. Riconoscere quel che spinge a scrivere di sé è decisivo, portando in luce due grandi questioni: il punto di vista e il tempo del romanzo. Perché il punto di vista non è dato semplicemente da chi narra, ma dal piano temporale su cui si pone: è l’io di oggi, l’io bambina/o, un io che scrive in prima persona o in terza? E infine, se il memoir racconta una vita, ed evidentemente non può raccontarla per intero, qual è il tempo della narrazione da scegliere?

IN CATTEDRA

IAIA CAPUTO

È scrittrice, editor di narrativa italiana e traduttrice. Tiene corsi e workshop di scrittura autobiografica e scrittura creativa e corsi monografici a Milano. Per Feltrinelli ha pubblicato i saggi Mai devi dire; Conversazioni di fine secolo; Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore; Le donne non invecchiano mai; Il silenzio degli uomini e il romanzo Era mia madre e per Guanda il romanzo Dimmi ancora una parola. Qui trovate il suo sito.

RACCONTARE L’ARTE E LA LETTERATURA
dalla lectio ai social network

Viviamo in un tempo in cui Verba manent, scripta volant (le parole restano, gli scritti volano). Nella comunicazione odierna, la scrittura è assediata da due linguaggi potentissimi: le immagini e il sonoro. TV, social network, audiolibri: oggi siamo troppo abituati ad ascoltare e guardare, e la parola scritta sembra non bastare più. E anche quando scriviamo, tendiamo a farlo per immagini.

Tuttavia, grazie a uno smartphone oggi possiamo raccontare un romanzo, un saggio, un’opera d’arte o qualsiasi altra cosa, usando immagini ferme o in movimento, e la voce. Un racconto così si può adattare a registri diversi: si può tenere una serissima lectio magistralis, o scrivere un post accattivante e non superficiale sui social. Quel che devi fare è trovare il tuo personale modo di raccontare e il tuo registro narrativo: poi potrai parlare di tutto quel che vuoi.

  • Raccontare la letteratura: tecniche per un linguaggio nuovo
  • Il romanzo: analisi e racconto, dal particolare al generale
  • Raccontare l’arte: tecniche di racconto per i nuovi media
  • Il dipinto: analisi, dettaglio e spiegazione del valore allegorico

IN CATTEDRA

LUCA SOMMI

Giornalista, autore e critico, si occupa di letteratura, arte e politica. Ha scritto diversi saggi e ha ideato e curato tante mostre, tra queste quella su Correggio nel 2008. Ha ideato e dirige la rivista culturale ifioridelmale.it. Come autore ha curato molti programmi televisivi per La7, Rai e Nove, tra questi Servizio Pubblico di Michele Santoro, La Confessione di Peter Gomez e il programma Accordi & Disaccordi, che conduce insieme ad Andrea Scanzi e Marco Travaglio. Scrive di cultura e politica sul Fatto Quotidiano, dirige una collana di saggistica per Compagnia Editoriale Aliberti e insegna Linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Parma. Sui suoi profili Instagram e Facebook tiene lezioni d’arte e dirette letterarie molto seguite.

A VOCE ALTA

Parlare davanti a un pubblico in modo autentico, leggere bene a voce alta, saper intervistare qualcuno ed essere intervistati, cogliere la fisicità nella scrittura: sono quattro abilità che sperimenteremo e in cui ci alleneremo, in modo giocoso, durante questo percorso.
Cominceremo ascoltando, leggendo e studiando le icone e gli esempi più belli di chi è capace di farsi ascoltare da migliaia di persone così come da una classe di studenti, di parlare davanti a una telecamera o a una manciata di passanti per strada. Prenderemo come riferimento le leggi della retorica e smonteremo i luoghi comuni per creare duelli all’ultima battuta. Ci chiederemo: cos’è la voce? Si dice che sia il desiderio dell’uomo di imitare la natura, che sia mistero, immagine acustica, soffio, si dice che sia lo strumento del corpo, quando le corde vocali suonano al passaggio dell’aria. Prima che parola, la voce è suono, canto, ritmo, espressione. La voce è: solo in ultima istanza diventa uno strumento di comunicazione. L’ultimo fine settimana raccoglieremo le competenze allenate durante questo viaggio nell’oralità per un’ultima performance dal vivo: le interviste creative.

Scrivere un discorso e dirlo davanti agli altri

  • Che cosa significa avere qualcosa da dire e riuscire a farlo di fronte agli altri? Come ci si crea intorno un ambiente confortevole? Che cosa ti spinge a vincere la paura di esporti e a parlare contro tutto e tutti? Riscriveremo alcuni grandi discorsi con le nostre parole, parlando di temi a noi cari, usando immagini della nostra vita, raccontando le visioni che abbiamo sul futuro, posando lo sguardo sul nostro passato, o sul presente che ci circonda.

Vincere e perdere: l’arte e le leggi della retorica

  • Sei in grado di sostenere o confutare una tesi di fronte a un avversario? Che cosa vuol dire mettere insieme voce e gestualità per difendersi o attaccare? Quali competenze vanno risvegliate? Scomporremo e ricomporremo luoghi comuni, frasi fatte e stereotipi, dando loro nuovi significati e una cornice narrativa.

Ritmo, tono e volume: la voce del testo

  • Leggere bene vuol dire far emergere le immagini di un testo, gli archetipi, i sottintesi che si annidano nelle pause, nelle strutture sintattiche e nel lessico, con l’obiettivo ultimo di non sostituirsi alla voce dell’autore che si sta leggendo, ma di diventare un canale del suo ritmo e del suo respiro, di far tacere la frenesia e i rumori di fondo interiori per tirare fuori, qui e ora, la voce autentica di un testo.

Interviste a personaggi straordinari

  • Ciascuno si immedesimerà in un personaggio straordinario di finzione o di attualità, di costume o di storia, e ci intervisteremo a vicenda, cercando di svelare gli aspetti più nascosti e intimi di queste personalità prese in prestito. Le interviste si svolgeranno su un palco, con luci e microfoni, di fronte ai nostri compagni di viaggio.

IN CATTEDRA

MARTA PASTORINO

Scrittrice e formatrice, dopo la laurea in Scienze della comunicazione all’Università di Torino e il diploma alla Holden nel 2003, la sua ricerca si è divisa tra scrittura narrativa, arti performative e pratiche di cura e consapevolezza personale. Dal 2013 insegna scrittura, narrazione orale, lettura a voce alta e consapevolezza del corpo, e da anni tiene corsi di public speaking. Ha pubblicato racconti su antologie e riviste; nel 2006 è uscito il romanzo Effetti collaterali per Meridiano Zero e nel 2013, per Mondadori, il romanzo Il primo gesto. Ha collaborato con la rivista Tuttolibri della Stampa scrivendo articoli e recensioni, e collabora tuttora con il Secolo XIX di Genova.

IN CLASSE

I programmi dei College
e dei Track.

College Storytelling - Primavera 2021
da maggio a gennaio 2022
con Alessandro Mari
College Storytelling - Primavera 2021

Esplorare l'universo della comunicazione, sperimentare diversi linguaggi e tecniche narrative, cambiare punto di vista sulle cose: raccontare non significa solo scrivere libri.

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Calendario Primavera 2021
da maggio a gennaio 2022
si seguono le lezioni del College e di due Track
Calendario Primavera 2021

Qui ci sono le date e gli orari delle lezioni, come ci si organizzerà nel caso in cui non si possa venire a Scuola, e come funzionano i College e i Tracks.

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College Scrivere - Primavera 2021
da maggio a gennaio 2022
con Giorgio Vasta
College Scrivere - Primavera 2021

Padroneggiare la scrittura significa andare a toccare il cuore più profondo dell'immaginazione, dello sguardo sulle cose, dei tòpoi narrativi, dell'origine delle parole stesse.

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PRIMAVERA 2021: COME ISCRIVERSI

Quel che c’è da sapere

COSTO

5.250 euro | 500 euro meno del solito, perché questa è una Special Edition

QUANTE PERSONE

massimo 12 | per ogni classe

SCADENZA

30 | aprile 2021

Per cominciare c’è un modulo da compilare: qui ognuno sceglie il College e i due Track che vuole seguire. Chi si iscrive potrà partecipare a un incontro di presentazione in streaming il 20 aprile, dalle 13 alle 13.30: si potranno fare domande e ricevere chiarimenti su tutto quel che riguarda Over 30.

Poi bisogna mandare il curriculum, una foto e una lettera in cui si racconta perché ci si vuole iscrivere a holdenover30@scuolaholden.it. Niente poemi epici: massimo una cartella (1.800 battute, spazi inclusi). Per completare l’iscrizione, ci facciamo vivi noi.

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Per ogni dubbio

rispondiamo qui