Che ci sarebbe mancata

Non l’avreste mai detto, vero?

Invece è così. Una cazzo di pandemia globale e la maturità vi tocca lo stesso. Non so che credevate di combinare tra Barbie Voodoo fatte in casa e danze rituali scongiura esami, ma sappiate che avete toppato di brutto.

Però un po’ vi invidiamo. Non per il programma ridotto, sicuro non per il maxi orale che piuttosto meglio greco alla seconda prova. Vi invidiamo perché adesso quando attraverserete quel portone c’avrete paura, ok, quella è di tradizione; ma avrete anche capito qualcosa che soltanto questi mesi di lontananza potevano farvi capire prima di ritrovarvi a rimpiangerlo a quasi trent’anni.

Che il sapore delle due di pomeriggio e lo zaino leggero si sente solo lì, che alzarsi tardi è sopravvalutato, che in fondo la gita andava bene ovunque. Che ti succederà di peggio che scrivere alla lavagna 1⁄2 + 1⁄2 = 1⁄4, che i compiti delle vacanze (confermo) non servono a niente. Che alla fine a quella festa ci saresti dovuto andare e che sì, avresti dovuto limonartelo; che lei sarebbe stata bella pure con la mascherina, che non stavi attento ma quella poesia non te la saresti scordata più. Che le giustifiche avresti dovuto usarle tutte, perché d’ora in poi starai sempre senza.

Che ci sarebbe mancata. Anche se è vero, non l’avremmo mai detto.

E allora rimaneteci dentro ancora un pochino. Quanto potete, quanto non avete potuto. Quanto un giorno cercherete di raccontare in mille battute a chi sta morendo d’ansia e vuole solo che questa calda mattina di giugno diventi un lontano ricordo il prima possibile. E voi, per farlo durare il più possibile, quel ricordo, sforerete.

Elisa Orrico