Così abbiamo capito

Così abbiamo scoperto che anche da un pc acceso ventiquattr’ore al giorno, tra connessioni che cadono, tazze della colazione nascoste vicino alla tastiera e voci intermittenti di professori e compagni dall’altra parte del monitor, si può udire Come stai?

Così abbiamo capito che ci mancano quegli appunti passati a mano, nell’intervallo, tra un panino e un caffè, ma che anche in quelli spediti per mail è nascosta la cura di chi ce li ha mandati. Così abbiamo capito che la scuola ci manca – e chi l’avrebbe mai detto che potesse accadere – che ci mancano il distributore di bibite che si inceppa spesso, la gamba del nostro compagno di banco che dondola durante le verifiche e il profumo delle nostre classi al mattino che sanno di disinfettante e aria pulita.

Così abbiamo scoperto che si può sopravvivere da soli, è vero, certo che si può, ma per poco, che il mondo visto dalla finestra è bello, ma bello è soprattutto viverci dentro.

E con voi quest’anno ci saremo anche un po’ tutti noi, maturandi bis di un esame che non ci aspettavamo, e solo dopo, quando il portone delle scuole si chiuderà alle vostre spalle e qualcuno urlerà Diplomati!, arriverà la felicità che sarà forte e che riempirà tutto il silenzio di questi mesi.

Poi scenderete i gradini, tutti, fino all’ultimo; l’asfalto sarà caldo e vi terrà in piedi.

Silvia Caramellino