Dietro l’angolo

Se lo ricordano i vostri genitori. Magari si sono incontrati proprio in quella primavera, oppure si sono conosciuti qualche anno dopo al mare. Forse non stanno più insieme, forse sì.

Se lo ricordano i professori. Sia la stronza di latino che quello simpatico di scienze. Loro ci passano tutti gli anni, ma dall’altro lato del banco – quello che fa paura – ci sono stati una volta sola. Come i vostri genitori, come voi.

Me lo ricordo io. Non è stato poi mica tanto tempo fa. Ma se ci penso, da allora sono cambiate molte cose: io e la ragazza con cui c’eravamo giurati amore eterno un minuto prima dell’orale, abbiamo preso strade diverse e ci siamo lasciati; ho cambiato città e opinione su tante cose; ho iniziato a dare una forma che mi piace alle cose che vedo.

Sì, ci passiamo tutti, ma non è vero che vi possono capire. Siete arrivati qui, a questo preciso punto della vostra vita, e ci siete arrivati dopo un percorso unico, che solo voi conoscete e avete vissuto. Dopo sarete finalmente liberi di conoscere voi stessi, di scegliere, di reclamare il vostro posto dall’altro lato della finestra che guardate da anni, seduti dietro a un banco che comincia a starvi stretto.

Cambierete spesso idea, vi tradirete, vi troverete a chiedervi chi siete davvero e cosa state cercando. Fatelo, state scomodi. Perché l’ignoto è la cosa più umana che c’è.

Il futuro è lì, dietro l’angolo, ma per un’ultima volta fatelo aspettare. Guardatevi indietro, alle cose che lasciate e a quelle che vi seguiranno. Un passo indietro, poi avanti tutta.

Francesco Aloia