Dieci cose imprescindibili per fare la maturità

Correva l’anno 2015, metà giugno, caldo ragionevole, clima insopportabile. È da settembre che i professori lo ripetono: “Quest’anno farete la maturità” – tipo mantra, come se qualcuno potesse dimenticarselo.

Vorrei tanto dimenticarmelo, addormentarmi una sera e risvegliarmi a fine luglio.

In breve: c’ho l’ansia.

Arriva il giorno della prima prova e l’unico modo per fare bella figura è farsi trovare pronti, ossia avere con sé gli oggetti giusti per tutte le evenienze. Quindi, dopo lunga riflessione, ecco il contenuto del mio zaino:

  1. Cibo e acqua. Per la grande carestia del Milletrecento.
  2. Una decina di penne tutte uguali, per la legge dei grandi numeri.
  3. Dizionario dei sinonimi. Non si può usare, ma saperlo sotto il banco mi rincuora, immagino che la parola giusta mi raggiungerà per traspirazione.
  4. Passaporto. Per dimostrare la mia identità in caso di invasione della Wehrmacht.
  5. Carta delle vaccinazioni. Per dimostrare la mia identità in caso di invasione zombie.
  6. Deodorante. Fidatevi di me.
  7. Portafortuna. Cioè ninnoli ai polsi, al collo, alle orecchie, nelle tasche, nell’astuccio, nelle scarpe: pietre, lucchetti, rosari, santini, monete, profumi, lettere, foto. Il presidente della commissione mi scambia per un vuccumprà.
  8. Figurina di Antonio Cassano. Che se ce l’ha fatta lui…
  9. Un po’ di fiducia in me stessa: q.b., come il sale (NaCl). Ma siccome non stava nello zaino, l’ho sostituita con 500 mg di C8H9NO2 (quella che se ne prendi due diventa mille).
  10. Il Don Chisciotte. Per quando penserò che non può andare peggio. E anche per ricordarmi che, là fuori, a nessuno interessa il voto di maturità, ma che la cultura mi tornerà utile, nonostante tutto.

Serena Zuliani