La magia del linguaggio
Modi poco ortodossi per costruire parole, testi, mondi

con Vera Gheno, Federico Faloppa e Loredana Lipperini

DAL 25 SETTEMBRE AL 4 DICEMBRE 2021 IN STREAMING  COMUNICAZIONE

La materia prima per costruire relazioni col mondo sono piccoli mattoni incorporei, chiamati parole. Le parole si combinano tra loro, ecco una frase. Le frasi si agganciano in complicate architetture e si traducono in ragionamenti e discorsi, diventano l’Iliade e la pubblicità della pasta, i report di bilancio e gli aneddoti delle ultime vacanze al mare.

In undici lezioni, ci si interrogherà su tre nodi fondamentali della comunicazione. Le parole e le loro devianze, i falsi miti linguistici, Dante e le emoji, e tutto quel che ha a che fare con l’uso dell’italiano, oggi. Poi si passerà ai testi, a come costruire una concatenazione di idee per raggiungere una voce limpida, comprensibile e originale. In ultimo, ci si interrogherà sul risultato più potente che una lingua possa ottenere, ovvero: la costruzione di un mondo, una comunità coesa e riconoscibile, fantastica tanto quanto reale.

La prima e l’ultima lezione sarà tenuta da tutti i maestri di questo percorso, insieme; in mezzo, ciascun docente avrà a disposizione tre incontri per focalizzarsi sul tema che ha scelto di affrontare.

Le lezioni si terranno in streaming, in una classe virtuale; gli incontri saranno anche registrati, nel caso in cui qualcuno voglia poi rivedere la lezione (perché era assente o magari distratto: capita).

PROGRAMMA

CON VERA GHENO
  • Da Dante a Tha Supreme: uno sguardo al passato linguistico per capire il presente
    Come mai molti italiani hanno un rapporto conflittuale con la propria lingua? Perché usiamo l’inglese a sproposito? Stiamo davvero regredendo, da un punto di vista linguistico? Per capirlo, occorre analizzare e comprendere alcuni passaggi chiave della storia dell’italiano. In classe si parlerà di: alcune minuzie sul passaggio dal latino al volgare; Dante, la strana scelta di Pietro Bembo e il cammino difficoltoso dell’italofonia fino al 1960; l’italiano fiume in piena dagli anni Sessanta a oggi; norma e devianze linguistiche; ai margini della lingua: esperimenti linguistici tra moda e necessità; falsi miti linguistici da mettere definitivamente in soffitta.
  • Dall’invenzione delle parole al vocabolario: percorsi del lessico
    Chi inventa le parole nuove? Come si formano e da dove arrivano? Come fanno a entrare nel vocabolario? Le parole possono morire? Ma non bastano le parole che abbiamo già? Le false convinzioni sul funzionamento del nostro lessico sono numerosissime. Vediamo di raddrizzare un po’ le cose. Si parlerà di onomaturgia, ossia di creazione di parole, ma anche del motivo per cui molte persone odiano i neologismi, per finire con alcune osservazioni su cosa siano e come funzionino i vocabolari e perché non dovremmo mai smettere di usarli.
  • Nuovi contesti, nuove esigenze: la lingua si (dis)fa social
    È vero che i social stanno distruggendo l’italiano? Quello che si usa nelle interazioni online è un idioma molto particolare, e non è certo uno solo. Scopriremo da dove arriva, come e perché si forma, elencheremo le sue caratteristiche principali e più discusse e cercheremo di capire le direzioni di cambiamento per il futuro. Andremo alla scoperta di tachigrafie, sigle, invenzioni estemporanee, parole itanglesi, emoji e meme. Se non altro, per imparare a conoscerli e a smettere di averne un sacro – quanto inutile – timore.
CON FEDERICO FALOPPA

In tre lezioni ci sposteremo dalle parole e i loro vecchi e nuovi contesti, al testo. Per approfondire cosa sia un buon testo (come costruirlo, strutturarlo, decostruirlo) e per difenderci dai testi che buoni non sono. La sfida è darsi delle voci: limpide, comprensibili, originali. E proteggerci dalle urla che quelle voci vorrebbero soffocare.

  • In principio fu la voce
    “Avere voce in capitolo”, nel diritto canonico, significa «avere diritto di voto in un capitolo, avere diritto di parola nell’adunanza capitolare». Prima ancora che metafora di partecipazione, la voce è uno strumento per dire qualcosa. Ma come articoliamo i suoni che compongono la nostra voce? Come comprendiamo le voci delle altre persone? Come comunichiamo, noi esseri umani? E perché riusciamo a farlo in modo così imperfettamente efficace, attraverso un approccio multimodale al segno linguistico? Esiste una grammatica, una sintassi, del parlato? Piccola guida al linguaggio orale (senza il quale, oggi, non saremmo qui), a partire dall’Homo neanderthalensis a Demetrio Stratos, passando per Family Guy e Yoda.
  • Tout se tient (o almeno dovrebbe)
    Delle circa 7.000 lingue parlate al mondo, la metà ha anche una forma scritta che si è evoluta nel tempo. Il nostro è un mondo in cui si scrive moltissimo, tutti i giorni, ma in cui di rado ci si interroga su come viene organizzata l’informazione in un testo scritto, o su come si legge e si capisce un testo. Dalla progressione tema-rema ad alcuni cenni di pragmatica, fino ad alcune scoperte recenti di psicolinguistica attraverso l’eye-tracking – che permette di seguire i movimenti dell’occhio su un testo per capire come il nostro cervello sta tentando di processare il messaggio – ci avvicineremo alla testualità, alle sue complessità, ai suoi tranelli. Per leggere e scrivere meglio, ma soprattutto per essere dei/delle buon* cittadin*: consapevol*, attent*, informat*.
  • Coglierci in fallo. Anzi, in fallacia
    L’esercizio di cittadinanza passa soprattutto dalla capacità di argomentare, di convincere senza alzare la voce, solo mettendo in ordine ed esponendo le proprie idee. La sfida sarà districarsi tra implicature e presupposizioni, premesse logiche e fallacie argomentative, per tentare di convincere i compagni delle nostre idee e provare a smontare i testi di chi, invece, vorrebbe far passare i propri slogan per testi inoppugnabili.
CON LOREDANA LIPPERINI
  • Lobelia Sackville-Baggins, l’universo e tutto quanto
    Come i grandi creatori di storie hanno inventato prima una lingua e poi il mondo dove quella lingua risuona, nella grande letteratura fantastica è il linguaggio a fondare il mondo. A pensarci bene non avviene solo nella letteratura fantastica perché, secondo i filosofi, fu Adamo a creare nel momento in cui nominava. Dunque, stiamo per caso rifondando un mondo in virtù delle mutazioni linguistiche che attraversiamo? E quale? Parleremo di Tolkien e la nascita dello Hobbit, del Signore degli anelli e del Silmarillion. Di quale fu il procedimento da cui nacquero le lingue della Terra di Mezzo e del perché la Terra di Mezzo ha molte cose da raccontarci.
  • Di cosa parliamo quando diciamo Drakarys
    Il meraviglioso mondo delle lingue inventate: il valyriano di Game of Thrones, la Lingua Eccelsa della Torre Nera di Stephen King, il cinturiano di The Expanse. Ogni lingua corrisponde a un mito, perché ognuna delle grandi storie popolari richiama epiche già narrate, e conoscere epiche e miti significa riconoscerci. Parleremo della ricerca dell’antagonista attraverso il linguaggio che ci è ignoto. Del perché le lingue dividono, e di come, grazie alle storie, possiamo farne il tramite di una comunità coesa e sempre più larga.
  • F for fake
    Orson Welles ha un account Instagram: non è vero, ma se lo avesse avuto avrebbe pubblicato bellissime storie sul falso, come fece in F for fake. Se la letteratura mente meravigliosamente bene, mentiamo anche noi nel momento in cui prendiamo parola pubblica sui nostri social. Ma siamo convinti di dire la verità, e molto spesso la diciamo malissimo. Faremo una breve storia dell’arte dell’inganno social, parleremo della microfama, dei venditori di mappe nella corsa all’oro e soprattutto di come aver cura delle parole nel momento in cui le scriviamo, senza ricordare che resteranno.

IN CATTEDRA

VERA GHENO

Sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese, ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca. Attualmente lavora con Zanichelli e insegna all’Università di Firenze. Tra i suoi libri ci sono Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi) e Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network (entrambi Franco Cesati Editore, 2016 e 2017); Potere alle parole. Perché usarle meglio (Einaudi 2019), Prima l’italiano. Come scrivere bene, parlare meglio e non fare brutte figure (Newton Compton 2019), Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole (EffeQu 2019). Da settembre 2020 conduce, con Carlo Cianetti, il programma Linguacce di Radio1Rai. La foto è di Erika Fregolent.

FEDERICO FALOPPA

È professore associato di Italiano e Linguistica all’Università di Reading (UK). Da vent’anni studia la costruzione dell’alterità attraverso il linguaggio, la rappresentazione delle minoranze e dei fenomeni migratori nei media, il razzismo nel linguaggio e i discorsi d’odio. Su questi argomenti ha pubblicato molti libri, tra cui Brevi lezioni sul linguaggio (2019), e #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole (2020). Con il fotografo Luca Prestia ha lavorato al progetto e alla mostra Beyond the border. Segni di passaggi attraverso i confini d’Europa. È consulente per Amnesty International Italia, coordina la Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio ed è membro del comitato di esperti sull’hate speech del Consiglio d’Europa. La foto è di Luca Prestia.

LOREDANA LIPPERINI

Scrittrice e conduttrice radiofonica, conduce Fahrenheit per Radio3. Fa parte dei consulenti editoriali del Salone del Libro e dirige il Festival Gita al Faro a Ventotene. Fra i suoi libri, L’arrivo di Saturno, Magia nera e La notte si avvicina, tutti pubblicati da Bompiani. Per la Holden tiene dal 2015 lezioni sulla letteratura fantastica.

CALENDARIO

Da segnare in agenda

Le lezioni saranno in streaming, dalle 10 alle 12, in questi giorni:

COME ISCRIVERSI

Quel che c’è da sapere

COSTO

680 euro | anche in due rate

QUANTE PERSONE

20 | al massimo

SCADENZA

24 | settembre

Basta aggiungere il corso al carrello e seguire le istruzioni. Si può pagare con carta di credito, PayPal oppure fare un bonifico.
Per pagare in due tranche, scegliere l’opzione bonifico: la segreteria farà sapere come gestire le scadenze.

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