Lettera da chi ha già saltato

Cinque anni, sessanta minuti, quaranta punti: la maturità sembra essere una questione di numeri, un percorso calcolato che porta dritti al mondo adulto. Ma forse, più che matematica e cifre inesatte, questo giorno ha a che fare con la vertigine. Con quella sensazione che chiude lo stomaco, fa girare la testa, mette in dubbio ogni equilibrio. Voi, acrobati pieni di paure e ansie, speranze e desideri. Siete arrivati sul bordo di un precipizio e guardate giù, tremanti, cercando di capire come arrivare dall’altra parte.

Quanti metri saranno? Saltare o non saltare? Mentre ponderate la scelta migliore, lasciatevi però dire una cosa: siete più forti. Più forti di qualunque precipizio, più forti di una pandemia, più forti dell’incertezza che è diventata la costante del nostro tempo.

È un giorno speciale, questo. Un giorno che definisce ciò che verrà dopo, il punto di partenza per le persone che diventerete. E se state ancora misurando la distanza che vi separa dall’altra sponda, fermatevi un attimo e fate un bel respiro.

Noi ne siamo certi: quel salto potete farlo anche voi.

Luisa Zhou