Siete quelli, proprio quelli.

Quelli con la maturità facilitata e una roba difficile nel cuore. Quelli che sentono negato il loro salto nel vuoto, quelli che il vuoto senza salto l’hanno sentito qualche mese fa.

Siete stati quelli senza la gita più attesa, senza conto alla rovescia tutti insieme sotto al sole, quelli dietro uno schermo con la voce rotta dalla connessione incerta.

Siete quelli che tornano in aula dopo un mondo sconvolto. Quelli che tra le pareti un po’ scrostate ricalpesteranno i corridoi percorsi nel tempo.

Sentirete il flusso di sconfitte, il flusso di vittorie ed entrerete in quel vento. Sentirete nell’aria un aroma diverso dai caffè di quella macchinetta che solo voi sapete quante monetine vi ha rubato: sarà il coraggio.

Scatterà quella molla, caricata estate dopo estate dalle vostre irrequietezze e partirà una musica. Agiterete i piedi sotto al banco, senza capire se sarà paura o voglia di ballare. I prof saranno a qualche metro, ma il vostro cuore lo sentiranno. Abbasserete la mascherina e la vostra voce sarà rotta da un’emozione che spacca.

Negli anni avrete cambiato sguardo tante volte e in un battito di ciglia cambierà ancora. Uscirete da quel vento con addosso una stanchezza gloriosa. Entrerete nell’attuale fragilità adulta col motore per decollare.

Siete quelli, siete i sogni che nessuno vi può rubare.

Nausica Anerdi