Voi, i maturandi del 2020

L’anno scorso si poteva dire cosa fosse rimasto. Cosa non vi sareste dimenticati andando avanti. L’anno scorso si poteva parlare degli ultimi mesi, del cielo sempre più grande fuori dalla finestra, della testa sui libri, sui banchi, tra un mucchio di paure confuse. Si poteva ricordare i vostri ultimi treni, autobus, viaggi verso scuola con le cuffiette, e voi che pregate finisca presto, finisca subito. E qualcuno poteva spiegarvi la prima prova, la seconda, la terza e lo spaventoso orale. Una guida su come sopravvivere a questa valanga di emozioni che sì, è vero, abbiamo passato tutti.

Ma questo non è l’anno scorso. E per questa maturità non c’è un manuale, un foglio illustrativo. Noi non l’abbiamo vissuta così: non ne saremmo stati capaci. Non saremmo stati capaci di studiare a casa, di rimpiangere i professori, i nostri compagni. Non saremmo sopravvissuti alla noia, all’ansia, al «ma si fa o no?». Non saremmo stati in grado di tornare a scuola dopo quattro mesi, bardati di mascherina, per un lunghissimo orale senza i nostri amici intorno a darci coraggio.

E forse abbiamo più cose rimaste, più ricordi da portarci dietro, da tenerci stretti. Ma quest’anno ve lo dico io cosa rimarrà, cosa rimarrà anche per noi, per tutti: voi.

Voi sognatori in una stanza, voi che non vi siete scoraggiati e siete andati avanti, voi pronti a tutto, anche a una pandemia globale. Voi solitari, voi guerrieri, voi impavidi: voi ragazzi, voi ragazze. Voi, i maturandi del 2020. Quelli che stanno facendo la storia.

Alessio Parmigiani